Si è svolta questa mattina l’udienza, davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, del processo che vede imputato ancora una volta monsignor Nunzio Scarano con altri 49 imputati, conoscenti o legati da rapporti di parentela al prelato, con l’accusa di riciclaggio per un importo che si aggira intorno ai 600mila euro.
Gli inquirenti si sono insospettiti per le modalità dell’operazione di estinzione di un’ipoteca su un appartamento che il monsignore salernitano aveva dato in garanzia. Estinzione che, secondo l’accusa, sarebbe stata compiuta con finte donazioni di terzi e assegni da 10mila euro rimborsati in contanti.
Questa mattina, pm il sostituto Elena Guarino, è stata ascoltata la testimonianza di Maria Plaitano, ex collaboratrice di Tiziana Cascone (imputata) contro la quale sono ancora aperte due vertenze lavorative. Seconda importante testimonianza quella dell’amico di sempre, nonché autista, del monsignore, Massimiliano Marcianò, ascoltato dai pm già in tre occasioni nel 2013 e per un altro procedimento penale.
Stando a quanto emerso, quello che non convince, e sulla quale hanno insistito gli avvocati difensori, sono le diverse versioni fornite negli interrogatori di Marcianò dinanzi ai pm il 12 giugno 2013 e il 3 luglio dello stesso anno.
In un primo incontro, Marcianò dichiarò esplicitamente di non essere a conoscenza degli affari di monsignor Scarano. Nel secondo incontro, circa 20 giorni dopo, il 3 luglio, la testimonianza cambia.
“Sono a conoscenza di fatti perché ero presente quando Scarano parlava al telefono in auto”. Queste le parole del testimone dinanzi ai giudici. Parole che hanno insospettito gli inquirenti. Sembrerebbe che in un viaggio di ritorno da Salerno a Roma, Scarano abbia informato il suo amico e autista di alcuni conti e affari. Tra le informazioni non date al primo interrogatorio - ma riferite 20 giorni dopo - anche la presenza di 1,7 milioni di euro su uno dei conti del monsignore. Soldi di cui la proveninza non è chiara.
Intanti, i giudici hanno fissato una seconda udienza per la metà di maggio dove si procederà all’esame degli imputati. A essere escussi in aula dovrebbero essere Antonio Apicella , Maurizio D’Amico, Tiziana Cascone, i fratelli Malangone, RobertoAscoli e altri.
