Truffa delle sim, nel raggiro anche carabinieri e scuole

Prosegue l'indagine sullo scandalo Tar: schede piazzate a nome di istituti e caserme

Salerno.  

Non solo il Tar nel mirino dei truffatori. La vicenda della frode legata alle schede telefoniche, che ha già portato due giorni fa a quattro arresti ai domiciliari e sei misure dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, continua ad assumere nuovi risvolti.

La notizia del giorno è rappresentata da nuove rivelazioni che emergono dagli atti: in particolare, a Castel San Giorgio, il raggiro avrebbe coinvolto anche la stazione dei carabinieri, mentre nel capoluogo sarebbe stata implicato addirittura un istituto per l'infanzia. Quanto alla scuola, però, nessun elemento è finito in un apposito fascicolo in quanto il saldo delle fatture avrebbe scongiurato il rischio di una denuncia.

In due casi, peraltro, i nomi degli indagati combaciano: Carlo Avallone e il procacciatore di affari Vincenzo Adinolfi, quest'ultimo in manette per le truffe al Tar e già indagato nel 2013 per l'acquisto di 450 sim a nome della stazione dei carabinieri. Per farlo, si era servito di tibri e sigilli fasulli.

Il promoter fuggito in Brasile, che sarebbe a capo della maxi truffa al Tribunale amministrativo regionale, avrebbe piazzato una trentina di sim a nome della scuola dell'infanzia salernitana.

 

 

Redazione