E' partita da una denuncia sindacale lo scandalo “fannulloni” al Ruggi, presentata alla Guardia di Finanza con le prime notizie di reato per ipotesi di assenteismo e frode allo Stato. I primi elementi riguardavano caposala e infermieri, senza tralasciare gli abusi di alcuni medici del 118. La denuncia del sindacalista ex Ugl e ora in Cisl era dettagliata, con testimonianza diretta degli allontanamenti dal servizio dopo il timbro del cartellino da parte di alcuni dipendenti. L'esposto riferisce della centrale operativa, composta da quattro medici e 19 operatori sanitari: i medici in questione prenderebbero venti euro per la disponibilità, prevista anche se il professionista non viene chiamato, con altri 30 euro l’ora in caso di chiamata dall’operatore di servizio. I medici in questione timbrerebbero il loro badge facendo risultare la loro presenza anche senza la chiamata, col beneficio di indebita reperibilità.
Il danno erariale è consistente, perchè una presenza non autorizzata costa all’azienda 360 euro ogni 12 ore. La denuncia cita un medico in particolare ma si riserva di fornirne altri, citando anche il direttore delle centrale operativa da cui dipendono le reperibilità. La Procura sta cercando riscontri al sistema truffaldino attraverso la registrazione delle telefonate fatte arrivare alla centrale operativa del 118 con sede regionale a Napoli.
Ancora, l'esposto riferisce dei giorni in cui si consumano le irregolarità, concentrate per i medici il sabato e la domenica, in assenza di controlli aziendali. Nella denuncia, il sindacalista parla del comportamento discutibile di alcuni dipendenti della sala operatoria di Ortopedia, che svolgerebbero un orario di lavoro superiore al doppio turno, stando alla costante assenza di colleghi impegnati nella stessa sala operatoria. Intanto i dieci sospesi, che restano pagati per legge, perderanno il 40%, si rivolgono al Riesame per riprendersi il posto di lavoro.
Redazione Sa
