Contaldo choc: «Volevo uccidere il sindaco Gambino»

Il boss pentito in aula: «L'ex sindaco di Pagani e i Petrosino D'Auria dovevano sparire»

Salerno.  

Il boss pentito Sandro Contaldo voleva uccidere il consigliere regionale Alberico Gambino, all'epoca dei fatti sindaco di Pagani, e i  fratelli Antonio e Michele Petrosino D’Auria.

«Volevo farlo per decapitare il loro clan». Secondo Contaldo il politico era «affiliato» al gruppo camorristico. Contaldo ha chiarito le modalità di quel progetto di esecuzione, che doveva far letteralmente scomparire il primo cittadino attualmente consigliere regionale.

«Volevo ucciderlo con la lupara bianca». L’attentato a Gambino fu sconsigliato al capobastone paganese dal boss di Afragola Angelo Moccia, che riteneva utile Gambino per il suo ruolo politico. Quel progetto, maturato intorno ad un tavolo durante una cena in carcere a Voghera, sfumò.

La deposizione è durata quasi due ore, con le domande del pm Vincenzo Montemurro e il duro controesame del collegio difensivo, composto tra gli altri da Alessandro Diddi, Giovanni Annunziata e Domenico Ducci.

«I Petrosino presero tutti i miei affari, dalla droga alle estorsioni ai videopoker, poco per volta». La maggior parte delle informazioni riferite dal boss arriva da personaggi detenuti, molti dei quali potrebbero essere ascoltati su richiesta dei difensori. La prossima udienza è fissata al 13 ottobre.

 

Redazione Sa