Alle prime luci dell'alba, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno hanno dato esecuzione a un'ordinanza applicativa di sette misure cautelari personali nei confronti di altrettante persone residenti nella provincia salernitana, indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, oltre che per reati fallimentari e tributari. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica, prevede una misura in carcere, cinque agli arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
IL FATTO
Secondo l'ipotesi accusatoria, i sodalizi criminali avrebbero ideato e gestito un articolato meccanismo finalizzato alla creazione e alla successiva monetizzazione di milioni di euro di crediti d'imposta fittizi. Il sistema illecito, riconducibile a due organizzazioni criminali operanti nella provincia salernitana, si sarebbe basato sull'indebito utilizzo delle agevolazioni previste dai bonus edilizi, tra cui il Bonus Facciate, il Superbonus 110%, l'Ecobonus e il Sismabonus.
Le contestazioni riguardano nello specifico i reati previsti dagli articoli 2, 8, 5 e 10-quater, comma II, del Decreto Legislativo n. 74 del 2000, relativo ai reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.
LE INDAGINI
Tra i destinatari delle misure cautelari figurano professionisti del settore contabile, imprenditori e altri soggetti che, sulla base degli esiti delle articolate indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno e coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, avrebbero rivestito ruoli di primo piano all'interno dell'organizzazione, contribuendo alla realizzazione delle condotte illecite contestate.
L'esecuzione delle misure cautelari personali si inserisce in un più ampio quadro investigativo, già sfociato lo scorso 17 giugno nell'esecuzione di un decreto di misura cautelare reale, sempre emesso dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della medesima Procura. Quel provvedimento aveva disposto il sequestro preventivo, sia in forma diretta sia per equivalente, di crediti e disponibilità ritenuti di provenienza illecita, per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro.
I FLUSSI FINANZIARI E IL RICICLAGGIO INTERNAZIONALE
Particolare rilievo è stato attribuito dagli investigatori alla ricostruzione dei flussi finanziari riconducibili ai proventi dei reati ipotizzati. Attraverso un'approfondita analisi delle movimentazioni bancarie, sono state individuate operazioni ritenute sintomatiche di condotte di riciclaggio e autoriciclaggio per un ammontare complessivo di circa 17 milioni di euro. Tali operazioni sarebbero state realizzate, in alcuni casi, anche mediante il trasferimento di ingenti somme di denaro verso l'estero, in particolare verso Cina, India e Pakistan.
