Potrebbero servire almeno quattro mesi per conoscere i "segreti" racchiusi nei telefoni cellulari del giornalista Luigi "Luca" Esposito e di Ridha Rahmouni, il 26enne tunisino finito in carcere per l'omicidio del giornalista salernitano. Questa mattina la Procura della Repubblica di Salerno ha conferito incarico affinché si proceda all’accertamento tecnico sui telefoni cellulari sequestrati nel corso delle indagini. Nel casolare in cui era stato sottoposto a fermo il tunisino, i carabinieri avevano rinvenuto uno dei due telefonini della vittima (l'altro era stato trovato nella sua abitazione di Fisciano) ed il cellulare dello straniero. Gli accertamenti saranno effettuati dal nucleo specializzato dei carabinieri a cui ha conferito mandato la Procura di Salerno.
Gli accertamenti serviranno a creare una copia forense e successivamente, mediante l’analisi dei contenuti estrapolati, ad acquisire eventuali dati investigativi di interesse. La polizia giudiziaria ha chiesto che le venga concesso il termine di 120 giorni per l’espletamento dell’incarico ed ha chiesto la nomina di un interprete di lingua araba per l’analisi delle chat dell’indagato.
Al momento non è stata disposta la restituzione della salma, procedura per la quale potrebbero servire ancora alcune settimane. Si attendono, infatti, gli esiti del test del Dna per i quali, solitamente, può servire almeno un mese.
