Dioscotto, per dire no al reato di blasfemia

Evento a Salerno con vignettisti, musicisti e attori

dioscotto per dire no al reato di blasfemia

L’iniziativa il 31 marzo, organizzata dai Pastafariani. Marmo: non è una provocazione, vogliamo dimostrare come molte opere accusate di blasfemia non siano in realtà offensive di nessun sentimento religioso

Un evento culturale per chiedere l’abolizione del reato di blasfemia. A Salerno. Sabato 31 marzo dalle 20.00 presso la Cantina Rebelde. Blasfemia e satira di sabato santo? È una provocazione?

«Nessuna provocazione – ribadisce Emanuela Marmo, Pappessa Scialatiella Piccante I della Chiesa Pastafariana che ha organizzato la serata – piuttosto una fortunata coincidenza che ci aiuta a rendere ancora più palese quanto molte opere artistiche, accusate di blasfemia, non siano affatto offensive del sentimento religioso».

Dioscotto è la campagna nazionale con la quale la Chiesa dei Pirati che venerano il Prodigioso Spaghetto Volante si stanno prodigando in difesa della libertà di espressione, del diritto di critica anche verso le istituzioni religiose di ogni credo e tradizione. L’obiettivo è promuovere non solo una cultura laica più forte e diffusa, ma anche tutelare la fede e il sacro dai tentativi di strumentalizzazione. La religione, infatti, diventa potere quando, in nome della fede, censura, ostacola e perseguita artisti e cittadini dissidenti. Recentemente Pappessa Scialatiella Piccante I, in compagnia dei Pirati romani, dell’Uaar e dell’avv Raffaele Minieri, ne ha parlato anche in Campidoglio. Ecco il trailer della conferenza: https://www.facebook.com/dioscotto/videos/1216404651795823/

La campagna ha ricevuto, e continua a raccogliere, adesioni da parte di vignettisti, musicisti, attori: Daniele Caluri ed Emilino Pagani, autori di Don Zauker; Manolo Strimpelli, musicista e compositore; Pierz, vignettista; Hogre e DoubleWhy, street artist. Daniele Fabbri, comico satirico, sostiene l’iniziativa con il monologo di stand up Il timido Anticristo. Cosa dobbiamo aspettarci? Un discorso eretico, ricco di improperi e bestemmie? No. Il testo è l’intelligente e puntuale parabola di un uomo che, condizionato da un’educazione fortemente cattolica, si emancipa da una serie di tabù e, della loro resistenza nella società e nei rapporti affettivi, fa argomento di satira e di cruda osservazione.

Daniele Fabbri, anche autore di fumetti, l’ultimo Il Piccolo Führer edito dalla Schockdom, afferma: «Sono un comico ateo, anticlericale e felicemente blasfemo. Sostengo chi, come me, vuole vivere in un mondo in cui la bestemmia sia percepita per quello che è: un gioco divertente, non cagione di multe, detenzione o addirittura condanna a morte! – Nella mia testa questa frase si conclude con una bestemmia, si sappia!»

Multe? Detenzioni? Condanne a morte?

«La bestemmia è un processo di avvicinamento, un modo per rendere corporale e oggettivo lo sconcerto, il caos, la sfortuna. In arte si è accusati di blasfemia spesso soltanto per aver denunciato le incoerenze delle religioni. In Italia una bestemmia può essere sanzionata. Per vilipendio della religione si può finire in carcere. In altri paesi del mondo, per questi reati, si possono subire torture, carcerazioni, condanne a morte. Ho intrapreso una lunga, infaticabile ricerca ed esaminato decine e decine di opere per capire se i contenuti di queste fossero effettivamente blasfemi: ebbene, nella maggior parte dei casi, il sacro non è nemmeno l’oggetto di riflessione dell’autore. Il sacro fornisce solo un contesto per precisare una critica», spiega Emanuela Marmo.

E se invece le opere in questione fossero realmente blasfeme? Se fossero davvero bestemmie? Come si pronuncia in tal caso la Chiesa Pastafariana Italiana?

«Nessun uomo, dopo aver bestemmiato, è visibilmente punito da Dio. Nessun fulmine. Nessuna atroce sciagura. Da ciò, come capo spirituale, deduco che o Dio non si offenda e non abbia il bisogno di difendersi o sa di poterlo fare, con calma, nell’al di là. Dunque, se Dio si disinteressa o ha già i suoi strumenti di punizione, perché l’uomo dovrebbe preoccuparsi di fare ciò che Dio non fa o farà in seguito? Non è molto meglio consentire a chiunque di credere o non credere, senza imporre leggi di tutela a un pensiero piuttosto che a un altro?» All’insegna della tolleranza e di una società laica, dunque, l’appuntamento salernitano della campagna nazionale Dioscotto vi aspetta a Salerno, questo sabato 31 marzo, a partire dalle 20 presso la Cantina Rebelde. Ecco il link all’evento fb: https://www.facebook.com/events/1541644062615416/