Contratto Lega-5Stelle: si sono scordati il Sud

Il Mezzogiorno ignorato nella bozza di accordo. Si parla di tutto, anche della Russia...

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Resta il reddito di cittadinanza, ma non è certo la soluzione. Esclusi interventi strutturali per valorizzare quello che già c'è e che molti ignorano. Ma il Meridione – giusto dirlo - è allegramente dimenticato da almeno venti anni...

di Luciano Trapanese

E il Sud? Lo hanno dimenticato, sarà una distrazione, forse verrà inserito più tardi, o forse ancora la “questione meridionale” è roba vecchia, superata, non porta voti, non garantisce la prima pagina, indigna gli elettori del nord. Sta di fatto che il Sud non c'è nella prima bozza d'accordo tra Lega e 5Stelle. Quella circolata ieri sera, la base operativa per il nuovo governo, quello del «cambiamento», quello destinato a «fare la storia».

A dire il vero il Mezzogiorno è stancamente evocato e allegramente dimenticato da oltre venti anni. Hanno pesato i decenni precedenti di sprechi, soldi a pioggia che hanno favorito clientele e negato lo sviluppo, le pesanti infiltrazioni della malavita negli appalti pubblici (uno fra tutti l'ex Autostrada del sole), la discutibile gestione della Cassa del Mezzogiorno, l'eterna favola dell'Irpiniagate, l'idea sempre presente di un Sud assistito ai danni di un Nord iperproduttivo, una classe dirigente troppo spesso incapace, o capace solo di monetizzare elettoralmente qualsiasi investimento. Molte di queste cose sono vere, naturalmente. Non tutte e non sempre. E soprattutto dovrebbero essere superate per concedere al Meridione una concreta possibilità di riscatto.

Il Sud non chiede assistenza, ma di partire da una base positiva che c'è, che chiede solo di essere valorizzata. Qui ci sono asset che servono anche alla produzione del Nord: acciaierie, industria petrolifera, raffinerie, costruzioni navalmeccaniche, un fortissimo - e in crescita - settore agroalimentare, industrie chimiche, energia rinnovabile, aziende aereospaziali, informatiche, farmaceutiche, attività portuali e tanto altro. Senza dimenticare il comparto turistico.

Nessuno chiede l'elemosina. Ma investimenti mirati. Che definiscano una virtuosa rete tra le aziende, le necessarie infrastrutture, la formazione di addetti specializzati, la connessione definitiva e non a chiacchiere all'intera economia digitale e all'automazione.

Senza dimenticare i finanziamenti – non solo per il Sud -, da erogare per la riduzione del rischio idrogeologico, la ristrutturazione di edifici anche pubblici (e sono tanti, comprese scuole, ospedali e tribunali), non a norma: che potrebbero rimettere in moto un'edilizia in agonia da anni.

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Di tutto questo non un cenno. Nella bozza si cita il conflitto d'interessi, flat tax, euro, immigrazione, comitato di conciliazione, sanzioni alla Russia, debito pubblico, legge Fornero, reddito di cittadinanza.

Lo abbiamo scritto per ultimo il reddito di cittadinanza. Non vorremmo fosse quello un aspetto saliente di “politica per il Sud”. Non vorremmo anche perché non sarebbe altro – limitandosi solo a quel provvedimento – che un altro esempio di assistenzialismo. E non cambierebbe nulla, perché – oltre a mitigare le difficoltà di chi è senza lavoro – non offrirebbe nessuna soluzione strutturale per uscire dall'impasse, per evitare l'emigrazione di massa, già in atto da anni e destinata – dati Istat – a crescere.

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Il Movimento 5Stelle ha fatto il pieno di voti al Sud, in alcune zone quasi un plebiscito. E il Meridione aspetta risposte. Il sussidio di disoccupazione (impropriamente definito reddito di cittadinanza), è una soluzione tampone. Non certo la soluzione. Se proprio si deve “copiare” la Germania (contratto di governo e tentativo fallito di riproporre la legge elettorale tedesca), beh allora si guardi a come hanno fatto i teutonici a riportare in un decennio l'inesistente economia dell'ex Germania Est ai livelli del resto del Paese.

Per paradosso il Sud sta meglio della ex Ddr, anche se deve fare i conti con le mafie e la corruzione. Il Mezzogiorno è una grande sfida. Senza il Sud arranca anche il “laborioso” Nord. E' palese. Ma nella bozza – ripetiamo - non c'è una sola parola. E questo è preoccupante, anche più della presunta contrapposizione “ideologica” tra flat tax e reddito di cittadinanza (da una parte si tagliano le entrate, dall'altra si aumentano le uscite), o tra legge Fornero e riduzione del debito pubblico. Quelle sono questioni da economisti. Il Sud è sangue e terra. E chiede rispetto e attenzione. Non mance.