Ancora una volta il divieto di trasferta. La Cavese grida forte il proprio dissenso. Dopo aver accarezzato la possibilità di poter avere i propri tifosi allo Scida per la delicata sfida di Crotone, il club metelliano ha incassato nel tardo pomeriggio di ieri il dietrofront del Viminale sulla presenza dei colori biancoblu allo Scida. I possibili incroci con le tifoserie del Catania, destinazione Benevento, e del Cosenza, diretti a Potenza, ha spinto le autorità competenti a bloccare la marcia dei supporters metelliani verso la Calabria per la sfida di giovedì. Una marcia indietro che ha fatto adirare il club biancoblu, pronto a scendere in campo e a ricorrere al Tar contro l’ennesimo semaforo rosso comminato al popolo aquilotto.
“Presenteremo ricorso”
“C’è grande amarezza per quanto accaduto nelle ultime ore, ma anche una forte volontà, da parte dell’avvocato Lamberti, di fare giustizia, perché riteniamo questa decisione un’ingiustizia inaccettabile. Mi risulta che oltre 150 tifosi cavesi avessero già acquistato il biglietto, con la possibilità di farlo fino a domani sera. Su mandato del presidente Lamberti, che ha voluto il mio intervento qui, ci opporremo presentando un ricorso immediato, non appena ci verranno fornite le motivazioni ufficiali della decisione che confermerà questo verdetto”, ha spiegato il direttore generale Clemente Filippi ai microfoni di Cavese Supporters. Resta la grande amarezza del club metelliano per l’ennesimo divieto che mortifica la tifoseria biancoblu.
