Molto lenta, come sempre, ad acquistare, piuttosto celere invece quando si tratta di collocare altrove i pezzi pregiati della rosa e fare cassa. Chi, dopo la scorsa stagione, si aspettava un'estate completamente diversa, emozionante e ricca di ambizioni da parte di Lotito e Mezzaroma, almeno per il momento è rimasto deluso. Del resto quando a metà giugno, per una perdita tutto sommato fisiologica scaturita dagli errori commessi in passato, si parla esclusivamente di "budget", "perdite da ripianare" e "necessità di salvaguardare il bilancio" non ci si può aspettare il grande colpo di mercato. Sia chiaro: il tempo dei giudizi è ancora prematuro e qualcuno dei nomi realmente trattato può fare al caso della Salernitana, ma è il concetto che non va: si era parlato di progetto triennale, bisognava mantenere la promessa e trattenere i pezzi pregiati della rosa aggiungendo un top player per reparto e cercando altrove (e non alla Lazio) giovani di prospettiva e indiscusso valore.
Dopo Coda e Gomis, oggi i tifosi salutano anche Massimiliano Busellato, professionista serio, sempre tra i migliori in campo e che- pare- abbia avuto qualche frizione con la società durante il periodo della riabilitazione. Lo stesso Bollini avrebbe dato il placet alla sua partenza: fosse vero, ancora una volta moduli e alchimie tattiche sono state anteposte alla bravura dei singoli ed è questo un errore molto grave proprio come insegna la vicenda Donnarumma. Ma torniamo a Busellato, uno dei centrocampisti più interessanti della cadetteria: come si fa a parlare di progetto giovani quando si lascia partire, per una pari categoria, un elemento di 24 anni, tra l'altro appena riscattato? Fossero vere le cifre che circolano in queste ore, bisognerebbe anche capire quale sia stata la convenienza economica.
E se fosse stato il calciatore a chiedere di andar via? Possibile, e bene ha fatto la società a non trattenere con la forza chi aveva la testa altrove. L'interrogativo è un altro: perchè i più bravi non vogliono restare a Salerno? Quale progetto sta nascendo dopo due anni tribolati, uno dei quali conclusosi con la salvezza soprattutto per le disgrazie del Lanciano? La fiducia nella società e nella dirigenza c'è ancora, anche se parte della piazza ha già deciso di non sottoscrivere l'abbonamento e potrebbero esserci contestazioni o manifestazioni civili di dissenso già durante il ritiro. Il problema non è Busellato, nè Coda, quanto il modo con cui si è iniziata questa nuova stagione: si rischia di buttare il buono ereditato dall'anno scorso, si rischia di perdere il patrimonio più importante: il pubblico. Il market granata non chiude i battenti: a breve andrà ufficialmente via anche Alfredo Donnarumma. A quel punto sarà finalmente il tempo di investire tempo e denaro per un bomber di razza o in entrata ci si limiterà alle scommesse, ai parametri zero o a giocatori che costano poco? Il tempo dirà...
Gaetano Ferraiuolo
