5 anni fa il ritorno dell'U.S.Salernitana 1919

Giornata d'attesa a Salerno, poi alle 15 l'esplosione di gioia nel segno degli angeli granata

Salerno.  

Ci sono momenti in cui una tifoseria vive un evento sportivo con agitazione, trasporto emotivo e sentimenti autentici, che vanno ben oltre quella che in gergo si chiama razionalità. Esattamente 5 anni fa, più o meno a quest'ora, un'intera città era in fibrillazione per le sorti della sua squadra del cuore: non si giocava una partita sul rettangolo verde in undici contro undici, ma la posta in palio era molto più alta e si decideva il destino calcistico di un popolo scippato della sua identità e che non meritava un'onta così grande. Dal sogno serie B alla trasferta di Bacoli con la maglia del Barcellona con uno stemma religioso sul petto il passo fu brevissimo e la spaccatura che ne seguì fu una logica conseguenza: da un lato i "Salernocalcisti", quelli che credevano fortemente nel nuovo corso societario identificando il neofito club come la continuità storico-sportiva della Salernitana, dall'altro i cosiddetti "inceppati", così ribattezzati dal Sindaco Vincenzo De Luca che, in quei mesi così concitati, ribadiva con frequenza un concetto: "Tutti siamo affezionati ai marchi e alla nostra storia, ma ora è prioritario il progetto sportivo e dobbiamo uscire dall'inferno della serie D".

Di gente a caccia di pubblicità gratuita che cavalcò l'onda ce ne fu tanta, ricordiamo anche di iniziative poi miseramente fallite nate con lo scopo di generare ancora più confusione. Fortunatamente Lotito e Mezzaroma, spinti dall'intera tifoseria, seguirono in silenzio e con cautela (forse troppa) la vicenda lasciandosi andare a qualche dichiarazione colorita ("Il cavalluccio a dondolo" una delle tante), ma rispondendo con i fatti. Fondamentale si rivelò l'opera di mediazione del CCSC: in un caldo pomeriggio di inizio luglio, il presidente Riccardo Santoro contattò personalmente gli avvocati Gentile e Fauceglia e l'ex patron Lombardi per organizzare l'incontro e porre fine a questa vicenda. Peccato che alla lunga non siano stati riconosciuti i giusti meriti a questa iniziativa: la redazione di Granatissimi, attraverso alcuni suoi rappresentanti, era presente a questo confronto e, come da accordi, preferì non far trapelare la notizia. Tutto andò come previsto: mentre 250 tifosi aspettavano notizie sotto l'ufficio del professor Fauceglia, Lotito, Mezzaroma e i legali partivano da Roma per pranzare con Lombardi e il suo entourage, due ore di colloquio in un clima molto cordiale conclusosi con la fumata bianca.

Il destino volle che, nello storico stadio Vestuti, si tenesse in contemporanea un memorial dedicato a Enzo, Ciro, Peppe e Simone organizzato dal club Spartani Salernitani del presidente Nello Falcone. Festa grande sugli spalti all'arrivo della notizia, poco dopo ancora più grande fu la sorpresa dal momento che i presidenti, accompagnati dal Sindaco De Luca, resero omaggio al gruppo celebrando con tutti loro un evento importantissimo per la città di Salerno. Dopo anni e anni di tribunali, trattative, problematiche legali e rischi revocatori, finalmente ritornava in campo l'U.S.Salernitana 1919, in appena 8 mesi.

Gaetano Ferraiuolo