Ancora poche ore e l'avventura di Alfredo Donnarumma con la maglia della Salernitana sarà ufficialmente finita. Un triste epilogo di una storia iniziata tra mille aspettative e che si chiuderà nel peggiore dei modi e con soddisfazione quasi unilaterale. L'attaccante, infatti, riabbraccerà il suo mentore Vivarini, sposerà l'ambizioso progetto dell'Empoli e avrà la possibilità di essere un titolare inamovibile in un top club per la categoria con la speranza di riscattare un'annata deludente sotto tutti i punti di vista. Buona parte della tifoseria ha sempre visto in Donnarumma un giocatore di altissimo spessore invocandone l'impiego dal primo minuto, analizzando i fatti con maggiore obiettività possiamo dire che "Alfredino", quando ha dovuto caricarsi da solo il peso del reparto sulle spalle, ha tradito le aspettative senza mai risultare determinante. Le gare di due anni fa con Vicenza e Modena (con Coda assente) furono emblematiche, ancor più evidente il suo calo di rendimento nell'ultimo campionato, quando Sannino e Bollini hanno provato a dargli fiducia pur sapendo che- parte- del suo pensiero era rivolta a un rinnovo contrattuale che tardava ad arrivare.
Per tre allenatori su quattro, Donnarumma non è stato un titolare inamovibile ed è lecito chiedersi se sia esclusivamente colpa di chi si è avvicendato sulla panchina granata o anche di un atleta dalle potenzialità indiscusse e che, in effetti, non sempre è stato gestito con intelligenza. Quando per il sentitissimo derby di Avellino, con Coda squalificato, al posto di rilanciarlo e responsabilizzarlo si sceglie di partire con Joao Silva che in carriera ha segnato poco o nulla è davvero difficile pretendere che il ragazzo riparta con entusiasmo e motivazioni, soprattutto perchè in estate si erano spalancate le porte della A a cifre importanti, ma Lotito,Mezzaroma e Fabiani avevano respinto al mittente ogni proposta sognando di ripartire dai "gemelli del gol".
In 70 presenze in gare ufficiali ha segnato 20 gol, alcuni dei quali veramente molto belli: come dimenticare il colpo di testa vincente col Novara, la doppietta nel pirotecnico 3-4 contro il Bari, il guizzo vincente di Lanciano che spianò la strada verso la salvezza. Da contraltare, però, anche le innumerevoli occasioni favorevoli gettate al vento e che sono costate punti pesantissimi alla Salernitana spingendo parte del pubblico a spazientirsi e a perdere quella stima a prescindere che aveva conquistato nei mesi precedenti. "Non tratterremo in modo forzato chi chiederà di andar via" hanno detto i patron qualche settimana fa, ora Donnarumma potrà essere accontentato così come il procuratore che, spesso, ha annunciato il suo addio anche alla vigilia di partite importanti. Solo il tempo dirà se ci ha perso effettivamente la Salernitana o se il giocatore: in fondo è stato preso dalla Lega Pro, rilanciato ad alti livelli e messo in condizione di dimostrare il suo valore. Leciti, però, gli nterrogativi finali: che sia stato un attaccante un po' sopravvalutato? Senza Coda al suo fianco avrebbe segnato gli stessi gol? Ai posteri l'ardua sentenza...
Gaetano Ferraiuolo
