Joseph Marie Minala, centrocampista classe '96, giunto lo scorso anno a Salerno tra lo scetticismo generale, ha saputo conquistare staff tecnico e tifosi, grazie alle sue prestazioni, all'impegno e attaccamento alla maglia. Quest'anno ci riprova, anche se il suo tesseramento con la Salernitana non è ancora ufficiale per motivi burocratici, a causa di un problema riguardante il prolungamento del contratto con la Lazio, proprietaria del cartellino. Come dicevamo, prima del suo arrivo a Salerno, le prestazioni del camerunense non sono state particolarmente esaltanti.
Chi è Minala
Il calciatore, nato a Yaoundè, in Camerun, giunge in Italia con la promessa di un provino al Milan, che poi si è rivelata falsa. Di lui, però, si accorge Alberto Bollini, che lo segnala a Tare. Così comincia la sua avventura in maglia biancoceleste che lo porta addirittura all'esordio in serie A il 6 Aprile 2014 contro la Sampdoria. Le esperienze nel campionato cadetto, però, non sono esaltanti. Il camerunense veste la maglia del Bari nella stagione 2014-15, collezionando 18 presenze e tre gol, realizzati a Cittadella, Latina e Crotone. Nel 2015-16 Minala si veste col nerazzurro del Latina, col magro bottino di tre presenze, seppur condite con un gol.
Il suo arrivo alla Salernitana
Dopo sei mesi a Formello passa alla Salernitana, dove raccoglie nello scorso torneo 16 presenze 1 rete e 1 assist. Minala è pronto per un nuovo campionato in maglia granata.
A Salerno la gente tiene più alla squadra di calcio che alla famiglia
Il forte centrocampista sa che Salerno può dargli molto e soprattutto è ottimo il feeling che ha con i tifosi: <<Il tifo salernitano è caldissimo. Ho giocato già in una piazza come Bari, tra l’altro gemellata con la nostra curva, e sono città che ti fanno vivere bene. Non avverti quest’amore solo allo stadio, basta camminare per strada: c’è gente che tiene più alla squadra di calcio che alla famiglia, al cane o alla moglie. Questa cosa ci riempie d’orgoglio, vogliamo renderli felici e ci dispiace quando torniamo negli spogliatoi senza aver conquistato punti: basta guardare la gente negli occhi per capire quanto siano tristi se non vinciamo>>, affermò il calciatore nella nostra trasmissione Granatissimi in onda su Otto Channel 696.
Devo tutto a Bollini
Il suo rapporto con Bollini, tra l'altro, è ottimo come egli stesso sostiene: <<Se oggi faccio il calciatore a livello professionistico lo devo a Bollini. Dopo un anno e mezzo difficile avevo bisogno di questo tipo di fiducia, mi ha lanciato una sfida e sono felice che l'abbiamo vinta assieme>>.
Maurizio Grillo
