Riceviamo e pubblichiamo:
mi chiamo Mansueto Esposito e sono un assiduo lettore della vostra testata ormai da tempo.
Mi farebbe piacere condividere con voi la mia opinione riguardo l'arrivo di Colantuono sulla panchina della Salernitana.
Il Mister vanta un notevole curriculum, ha ambizioni, idee chiare
La notizia appena ufficializzata mi riempie di gioia. Il Mister vanta un notevole curriculum, ha ambizioni, idee chiare, richieste legittime per una piazza che condivide con lui aspettative e sogni di rilancio. Ciò nonostante, non sono questi i motivi che mi rendono fiducioso per l'arrivo del nuovo trainer. Forse vinceremo il campionato, esprimendo un gioco finalmente spumeggiante e divertente. Forse, coltiveremo fino alla fine il sogno di finire lassù in alto, collezionando vittorie su vittorie... magari ritrovandoci finalmente nell'Olimpo del calcio... Forse... ma se così non dovesse essere, credo che potremmo finalmente, dopo anni di umiliazioni calcistiche, comunque gioire.
Ebbene si. Leggo continuamente del continuo calo di presenze all'Arechi, della disaffezione della tifoseria verso i colori Granata, e leggendo decine di articoli pubblicati sulla Salernitana trovo tante spiegazioni che possano giustificare questo trend; orari assurdi, crisi economica, multiproprietà... e si potrebbe continuare a per molto. Io parlo per me, e per me soltanto. Ma forse, qualcuno che la pensa come me, magari senza voce da tempo, c'è. Parlo come un uomo, un uomo innamorato, che vede la propria amata umiliata e sbeffeggiata nel corso degli anni. Conservo i ricordi di un bambino, che vide una città impazzire di gioia nel 1990 per la promozione della propria squadra in serie B. E solo dopo un anno piansi per lo spareggio perso col Cosenza.
Quando sapevi che se andavi allo Stadio andavi per cantare
Dopo di che vidi la mia amata divenire una succursale del Foggia Calcio. Ma quasi per caso, nel 94 ci riprendemmo la B, in anni che da adolescente amante della mia città, non dimenticherò mai e poi mai. Anni di soddisfazioni calcistiche enormi, magari con finali a volte amari e ingiusti. Lacrime e lacrime versate per promozioni sfiorate, ma il calcio... e che calcio... quello lo ricorderò per sempre. Così come il tifo della Sud, quando sapevi che se andavi allo Stadio andavi per cantare, perchè se Ciccio Rocco ti guardava e non stavi cantando ti urlava nel megafono "ma che siete venuti a fare" e quando si intonava "LA GENTE VUOL SAPERE" l'Arechi tremava e tu avevi la strizza potesse venir giù sul serio... e poi la serie A...e quella retrocessione, il treno, quei poveri ragazzi... e lacrime, ancora lacrime. E poi campionati anonimi di B, retrocessioni, ripescaggi, e di nuovo la serie C. E poi di nuove speranze, sogni, la serie B, e di nuovo la C, la promozione sfumata col Verona.
E poi il buio. Quello nero, orribile, di chi vede la propria amata umiliata, stuprata, da Lombardi e da Cala. E poi i campi in polvere, i dilettanti, una presidenza sempre pronta a ricordare che la donna che amavamo, prima del loro arrivo, era una semplice prostituta, una donnaccia dei bassifondi. Ma noi l'amavamo comunque, in A, in B, in C, nei dilettanti. Amavamo e amiamo quella casacca, quel colore marchiato a fuoco sulla pelle di chi il Cavalluccio lo sente dentro. Onore e merito a quei presidenti che hanno gestito una passione, la NOSTRA, al meglio, prendendo una realtà sprofondata nel baratro dei campionati dilettantistici e riportandola nel calcio che conta.
Salerno deve essere grata a questi imprenditori
Salerno deve essere grata a questi imprenditori capaci di riportare la Salernitana in serie B, tuonando contro una tifoseria incapace di fare 10.000 abbonati o di seguire alla cieca nel corso dei campionati squadre mediocri allestite nelle ultime ore del mercato estivo per acquistare in saldo bidoni, per poi correre ai ripari nelle sessioni di mercato a gennaio. Abbiamo sopportato di essere la succursale della Lazio, di restare senza allenatore in attesa che la prima squadra lotitiana sciogliesse il rebus Bielsa/Inzaghi.
E' vero, volevo parlare di Colantuono, ma mi sono perso nei ricordi. Ma ora lo farò. Sono felice. Felice, perchè forse per la prima volta, da quando Lotito e Mezzaroma hanno preso le redini della Salernitana, è stata presa una scelta che non fosse solo ed esclusivamente in linea con le esigenze di budget della Società. Si è voluta ascoltare la piazza. Perchè forse finalmente i Presidenti hanno capito che Salerno chiede investimenti.
Questa piazza chiede sogni, emozioni, ambizioni
E caro Presidente Lotito, a Salerno non si investe solo in soldi e azioni.
Questa piazza chiede sogni, emozioni, ambizioni.
Ci dia tutto questo, ci lasci sognare.
E Salerno le darà quello che è lei a sognare. Abbonamenti, spalti pieni. Noi avremo la speranza, lei i suoi soldi.
Adesso Mister Colantuono, a te le redini di questa squadra. A te l'onore di restituire a Salerno la propria amata... perchè la Salernitana è una cosa seria...
Buon Lavoro!
Redazione Sport
