Per dirla alla Marco Mezzaroma, fare l'allenatore a Salerno è uno dei mestieri più difficili del mondo. Criticati durante e rimpianti dopo, i vari tecnici che si sono avvicendati sulla panchina granata raramente sono riusciti ad aprire un ciclo anche a causa delle ecccessive pressioni di una piazza che, talvolta, boccia senza pietà e senza riconoscere attenuanti esaltando, al contrario, chi, pur avendo vinto, ha poi commesso incredibili errori negli anni successivi. Il tormentone "Delio Rossi alè", tanto per intenderci, riecheggia ancora nelle strade cittadine e talvolta sugli spalti, ma sono stati anche altri i mister che hanno contribuito ai successi della Salernitana. Oggi inizia ufficialmente l'era Colantuono, allenatore numero 33 negli ultimi 20 anni; per la prima volta durante la gestione Lotito-Mezzaroma, si punta su un professionista facendogli sottoscrivere un contratto pluriennale, una scelta che si spera possa essere ripagata da un coach esperto, ma che nelle ultime stagioni ha vissuto momenti particolarmente difficili come certificato dal fallimento di Bari e dal licenziamento di Udine. In totale, dal 1997 ad oggi, sono stati 25 gli esoneri decisi da Aliberti, Lombardi e Lotito-Mezzaroma, nove dei quali decisi dal direttore sportivo Angelo Fabiani, sempre attento a valutare tutti gli aspetti della gestione tecnica e ad assumere decisioni coraggiose anche con classifiche lusinghiere. Basti pensare che Agostinelli è stato mandato via pur essendo primo in classifica a +4 sulla seconda.
Analizzando i dati, dunque, notiamo che soltanto 5 allenatori, in 20 anni, hanno iniziato e concluso la stagione: si tratta di Delio Rossi, Zeman, Pioli, Breda e Perrone, in serie D. Per il resto abbiamo assistito ad allenatori esonerati ancor prima del ritiro (Menichini), dopo l'esordio in coppa Italia (Somma), chiamati più volte durante la stagione (indimenticabile il valzer Cagni-Cadregari-Cagni), dimissionari mentre stavano andando a firmare (Perrone), mandati via in diretta tv con tanto di risolti legali (Galderisi), transitati sulla panchina in attesa della scelta societaria (Marino) o mandati via e richiamati per le proteste del pubblico (Rossi in A). Lotito, a Salerno, si è riscoperto "mangia-allenatori", un modus operandi completamente diverso da quello che lo ha contraddistinto alla Lazio, guidata da quel SImone Inzaghi che per 15 giorni, pur non firmando nessun contratto, ha lavorato come tecnico granata. Colantuono, dunque, incrocia le dita e spera di invertire la tendenza: la sua avventura parte da Chiavari, in bocca al lupo mister!
Gaetano Ferraiuolo
