Rigore parato e almeno tre miracoli: Adamonis il migliore

Prova sontuosa di un portiere che meritava dall'inizio di essere titolare

Salerno.  

Quanto visto quest'oggi a Chiavari conferma quello che stiamo sostenendo da diverse settimane in risposta a quella fetta di lettori che indicava nel portiere il punto debole della Salernitana: in realtà, seppur relegato in panchina, i granata annoveravano già in organico un numero uno affidabile, forte, di personalità e carattere nonostante la giovanissima età. E così, approfittando del forfait di Radunovic, Marius Adamonis ha saputo ancora una volta ritargliarsi uno spazio importante dimostrando, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, che la società aveva ragione quando spingeva Bollini a rivedere le gerarchie tra i pali. "Chi è più forte secondo voi tra Radunovic e Adamonis?" chiedeva con amarezza Lotito ai giornalisti nell'immediato post Perugia, spendendo parole al miele per uno dei prodotti più interessanti del vivaio biancoceleste. Oggi la consacrazione: non solo per il secondo rigore stagionale parato (era già accaduto contro l'Ascoli), ma anche e soprattutto per la capacità di guidare il reparto difensivo nei momenti di maggiore sofferenza e di dispensare consigli ai compagni più esperti. Non è passato inosservato il rimbrotto a Pucino, reo di aver perso la marcatura su un avversario, nè l'abbraccio di incoraggiamento a Vitale dopo un errore che poteva costare caro. L'otto in pagella scaturisce da tanti fattori, non ultimi i tre interventi determinanti con i quali ha chiuso la porta nella ripresa. Strepitoso il suo riflesso sul colpo di testa di La Mantia da distanza ravvicinata, altrettanto poderosa la parata sul tiro dalla distanza di Crimi. Che anche l'avvento di un nuovo preparatore possa aver comportato questo progresso? Ai posteri l'ardua sentenza, intanto la tifoseria si gode un numero uno di grandissima prospettiva e che oggi ha messo le mani sulla vittoria.

Gaetano Ferraiuolo