Sarà pur vero che in tre giorni nessun allenatore avrebbe potuto fare miracoli e trasmettere il suo credo calcistico, ma è altrettanto vero che che la prima Salernitana versione Colantuono ha convinto quasi sotto tutti i punti di vista. La mano del nuovo tecnico inizia a vedersi e quei pochi correttivi apportati alla squadra hanno sortito gli effetti sperati, merito di un'interpretazione quasi maniacale dei concetti tattici trasmessi in settimana da un professionista esperto e che ha saputo toccare le corde giuste anche dal punto di vista psicologico rivitalizzando un gruppo che sembrava allo sbando e in confusione. Vedere undici giocatori nel proprio ruolo naturale dovrebbe rappresentare un'ovvietà, ma a Salerno ci stavamo abituando a Bocalon esterno, Minala mezz'ala offensiva e Vitale in attacco e quindi quanto accaduto ieri assume un significato particolare. Il 4-2-3-1 disegnato da Colantuono ha garantito copertura alla difesa, compattezza al centrocampo e imprevedibilità all'attacco e anche in inferiorità numerica la Salernitana è rimasta compatta soffrendo il giusto a cospetto di un avversario che si affidava al solito lancio a tagliare dalla trequarti e qualche inutile conclusione dalla lunga distanza. Certo è che resta qualcosa da correggere: i tre alle spalle della punta devono affinare l'intesa e avere maggiore coraggio nella conclusione a rete senza perdersi in una incncludente ragnatela di passaggi che non può che favorire la retroguardia avversaria.
Quanto alla formazione, Colantuono ha optato per Adamonsi tra i pali, difesa a quattro con Vitale e Pucino esterni e la coppia Schiavi-Mantovani al centro, in mediana Minala e Ricci a far legna, Sprocati e Gatto sulle corsie laterali e Kiyine alle spalle dell'unica punta Bocalon. L'Entella, senza De Luca, Nizzetto, Ceccarelli e Luppi, rispondeva con un 4-3-3 pronto a trasformarsi in un 4-5-1 più accorto in fase di non possesso. Fatta eccezione per i primi 10 minuti ricchi di errori e di sbadigli, la gara ha offerto diversi spunti interessanti anche dal punto di vista tecnico-tattico. Kiyine, finalmente nel suo ruolo naturale dopo essere stato trasformato da Bollini in un terzino destro, godeva di una certa libertà e dettava con intelligenza il passaggio tra le linee, affinando l'intesa con un Ricci padrone assoluto della scena e bravissimo a far ripartire l'azione in verticale dopo aver recuperato palla. Proprio a Kiyine mister Colantuono affidava un unico compito tattico: abbassarsi su Troiano quando l'Entella iniziava il giro palla in primo campo, costringendo alla lunga terzini e mezz'ali liguri ad affidarsi a lanci lunghi facilmente intercettati dalla retroguardia granata, monumentale nel gioco aereo con Schiavi e Mantovani e altrettanto attenta sugli esterni grazie alla capacità di Vitale e Pucino di giocare d'anticipo e leggere le situazioni accorciando con coraggio.
Dal 10' in poi il terzetto alle spalle della punta dava vita a movimenti interessanti e imprevedibili, peccato che al momento dell'ultimo passaggio sovente Gatto e Sprocati partivano in ritardo. Lo stesso Ricci, da 7 in pagella, appoggiava con continuità la fase offensiva peccando di generosità senza mai calciare a rete pur avendone l'occasione. L'1-0 era frutto della pressione granata e della capacità di fare densità in tutte le zone del campo senza mai trovarsi in inferiorità numerica: riusciva bene lo schema su palla inattiva, bravo e fortunato Kiyine a indovinare l'angolo giusto per il primo gol tra i professionisti della sua carriera. A quel punto il primo vero errore della partita, più di natura "inconscia" che tattica: baricentro troppo basso e pallino del gioco in mano all'Entella, proprio come sottolineato da Colantuono con onestà in conferenza stampa. L'unico pericolo era frutto di un calcio di rigore generosamente concesso dall'arbitro: nella circostanza poco cattivo Vitale nella chiusura su Crimi e intervento in ritardo di Mantovani. Adamonis, tuttavia, si confermava super e congelava l'1-0 all'intervallo. Nella ripresa la Salernitana aveva il merito di proporre ancora gioco pur calciando poco in porta e il raddoppio, preceduto da un prodigioso salvataggio di Vitale sulla linea, era più che meritato: pressione di Rossi- appena entrato- dormita di Pellizzer e colpo di testa vincente di Sprocati, sin lì autore di una prova anonima, ma assai prezioso in fase di non possesso.
Proprio quando la gara sembrava incanalarsi sul binario della vittoria senza patemi, ecco l'episodio che poteva cambiarla: intervento in ritardo di Minala, rosso forse eccessivo e Colantuono costretto a cambiare uomini e modulo. Dentro Signorelli e Bernardini, fuori Sprocati e Kiyine e passaggio al 5-3-1. Solo in due circostanze l'Entella rischiava di riaprirla: nel primo caso Adamonis si superava su La Mantia, nel secondo si addormentava un Pucino sin lì fantastico favorendo l'inserimento di Carvalho, a sua volta ipnotizzzato dal portierone lituano. A fine gara applausi, entusiasmo ed una consapevolezza: se il buongiorno si vede dal mattino, ci sono davvero tanti motivi per essere contenti...
Gaetano Ferraiuolo
