"E anche quest'anno ci siamo intossicati le feste" era una delle frasi più gettonate all'esterno dell'Arechi ieri sera, quando tantissimi tifosi hanno commentato con amarezza una sconfitta che, per chi ama la Salernitana, non potrà che incidere negativamente sull'umore durante le festività natalizie, quando il pensiero del popolo granata è sempre e comunque rivolto alla squadra del cuore. Per il terzo anno consecutivo, infatti, calciatori e società non sono riusciti a mettere sotto l'albero tre punti che sarebbero stati fondamentali per la classifica e per il morale. Tre anni fa, dinanzi a 12mila spettatori, la Salernitana perse in casa per 2-0 contro il Cagliari, in quel caso disputando una bruttissima partita a cospetto di un avversario decisamente più forte e che, dopo 20 minuti di iniziale sofferenza, uscì fuori alla distanza trafiggendo per due volte il portiere Terracciano. La gara, particolarmente nervosa, è ricordata ancora oggi per la rissa scatenatasi in campo dopo l'esultanza ironica di Tello sotto la curva Sud: l'arbitro Pairetto decise di espellere il fantasista sardo, ma anche i granata Sciaudone e Rossi, rei di aver reagito alla provocazione con un atteggiamento antisportivo e che fece arrabbiare anche il tecnico Torrente.
L'anno scorso forse il Natale più amaro di sempre. La Salernitana di Bollini, infatti, perse per 3-2 il derby di Avellino pur disputando un grandissimo secondo tempo. Decisivi si rivelarono gli errori del direttore di gara Rosario Abisso, severissimo con gli ospiti e alquanto generoso con i padroni di casa, graziati anche dall'ex Antonio Zito in un paio di circostanze .A nulla valsero le reti di Massimiliano Busellato e Alfredo Donnarumma su calcio di rigore. Ieri sera, invece, lo 0-3 con il Foggia, con tre legni colpiti e tantissima sfortuna. Nella gestione Lotito-Mezzaroma è andata leggermente meglio nelle altre categorie: 1-0 contro il Monterotondo nel segno di Puglisi nel 2011, 3-1 sul Teramo nel 2012, 1-1 con la Paganese nel 2013 (con balletto di Mancini che fece arrabbiare il pubblico), 1-0 sul Messina nel 2014 grazie a Bovo. Non è andata certo meglio con i presidenti precedenti: nell'era Lombardi ricordiamo il pesante 1-4 interno con il Sorrento dinanzi ad appena duemila spettatori, lo 0-2 di Gallipoli, l'1-2 con l'Ascoli dell'ex Colomba, ma anche i successi esterni con Pro Sesto e Manfredonia. La speranza è che possa esserci un Capodanno diverso...
Gaetano Ferraiuolo
