Se si volesse analizzare soltanto l'ultimo mese del 2017, ci sarebbe poco da stare tranquilli. Equilibrio impone, però,di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e di capire che, in fondo, la situazione in casa granata non è così nera come è stata dipinta. Che il 2018 debba essere l'anno della svolta è fuori discussione, toccherà alla società far capire cosa voglia concretamente fare da grande per zittire gli scettici, ma soprattutto per regalare tante gioie ai veri tifosi della Salernitana che, sugli spalti e non sui social, dimostrano un amore viscerale nei confronti della maglia e della città che rappresenta. Quali dubbi e certezze lasciati in eredità dall'anno precedente? Proviamo a sintetizzarli così:
CERTEZZE:
-la società: Lotito e Mezzaroma, per quanto vinto e quanto fatto, continuano a rappresentare i punti di forza della Salernitana. Sembra quasi stucchevole rimarcare ogni volta che la squadra è ripartita dal nulla senza palloni e che ci sono realtà ben più importanti di Salerno che faticano ad arrivare in serie C. Certo, ora serve il salto definitivo, ma con questi presidenti lottare per la massima categoria è soltanto questione di tempo
-la dirigenza: si è formato un gruppo coeso e affiatato, guidato da un dirigente esperto e vincente come Angelo Fabiani e da due preziosissimi collaboratori e professionisti come Alberto Bianchi e Salvatore Avallone, gente che ha competenza, esperienza di campo, passione e senso di appartenenza. Insieme proveranno, nel rispetto dei ruoli, a dare una mano alla Salernitana
-lo zoccolo duro: siamo certi che progressivamente l'Arechi si popolerà di nuovo, ma la forza della Salernitana è rappresentata da quei 7-8mila tifosi che non hanno mai trovato scuse e che vivono la passione sportiva sugli spalti e non su facebook. Per puntare in alto bisogna assolutamente trasformare lo stadio amico in un fortino, a partire da Salernitana-Venezia
-le qualità di alcuni calciatori; in B in pochi possono contare su gente come Schiavi, Bernardini, Pucino, Vitale, Ricci, Rossi, Di Roberto, Minala e Sprocati, senza dimenticare che potenzialmente anche i vari Signorelli, Odjer, Bocalon e Gatto ossono fare la differenza in categoria. L'erba del vicino è sempre più verde, ma questa squadra non può essere eternamente sottovalutata
DUBBI:
-Rosina: che si rischi il braccio di ferro è fuori discussione, così come è evidente che la società farà di tutto per cederlo anche per investire quanto risparmiato in calciatori importanti. L'agente dice che resterà a Salerno, fosse così dovrà dimostrare davvero di essere ancora utile alla causa dopo un anno e mezzo da 4 in pagella
-questione campi ed infortuni: troppi calciatori in infermeria, tallone d'Achille della gestione Lotito-Mezzaroma. Non sempre può essere questione di sfortuna o botte prese in partita, evidentemente c'è un problema di fondo ancora irrisolto. Che dipenda dall'alternanza erba naturale-sintetico? Ai posteri l'ardua sentenza, con l'auspicio che quanto prima la Salernitana possa disporre di una propria struttura
-reparto offensivo: passare da Coda e Donnarumma (lo stesso Improta ha segnato 7 gol a Bari) a due scommesse e un Rodriguez che bomber non è mai stato potrebbe essere un azzardo, del resto i numeri dicono che l'ex Cesena ha segnato pochissimo e che Bocalon, pur in proporzione facendo meglio di Coda, ha chiuso troppe gare senza segnare. Mettere tutto sulle spalle di Rossi, forte, ma giovane, è arma a doppio taglio. Per alzare l'asticella serve un bomber di categoria, capace anche di riaccendere l'entusiasmo della piazza
-portieri: Radunovic accetterà il ruolo di secondo se dovesse essere riconfermato Adamonis come numero uno? E' legittimo credere nei play off con due portieri giovanissimi in una piazza come Salerno? Anche in questo caso sarà il campo a parlare, potenzialmente sono bravi entrambi, ma devono avere il tempo di crescere anche attraverso gli errori
Gaetano Ferraiuolo
