"Uno dei primi obiettivi della società deve essere quello di riconquistare le nuove generazioni del tifo" diceva il presidente del Centro di Coordinamento Salernitana Club Riccardo Santoro già nel 2012, quando era evidente che tutte le vicende extracalcistiche che avevano condannato i granata a due fallimenti e alla ripartenza dalla D avessero allontanato dallo stadio i tifosi del futuro, quei giovanissimi che, ancora oggi, stentano ad innamorarsi del cavalluccio marino preferendo le big della A e i campioni affermati di Real Madrid, Barcellona e PSG. Chissà, ci fossero stati i social 30-40 anni fa forse sarebbe accaduta la stessa cosa, ma far finta di nulla e non notare il progressivo calo di spettatori all'Arechi significherebbe sottovalutare una problematica molto seria e che, alla lunga, potrebbe avere ripercussioni negative sulla crescita del progetto targato Lotito-Mezzaroma. L'altro ieri sera, in occasione della lodevole iniziativa indetta dal club Mai Sola presso il centro ONLUS "L'abbraccio" di via San Leonardo, gli organizzatori hanno chiesto ai cento bambini intervenuti per quale squadra tifassero e la stragrande maggioranza di loro ha risposto "Juventus": soltanto una decina di loro erano stati almeno una volta nella vita all'Arechi, in due sono riusciti ad intonare un coro della Salernitana e solo un bambino ha saputo elencare i nomi di qualche calciatore. "Vitale è il mio preferito" diceva con entusiasmo il piccolo Eugenio, aggiungendo che "mi piace la Salernitana perchè papà mi porta sempre con lui allo stadio, mi dispiace che i miei compagni di classe non vogliano mai venire con me".
"E' un problema da affrontare, ma di difficile risoluzione: la società sicuramente potrebbe incentivare i tifosi del futuro con iniziative e prezzi simbolici, ma è una questione anche di abitudini e di cultura. Un tempo il sentimento per la squadra di calcio era viscerale, oggi sono cambiate tante cose e tocca anche a noi genitori inculcare valori sportivi importanti ai nostri figli" il pensiero di Gianluca Francese, esponente di spicco del club Mai Sola. In realtà, quest'anno, qualche bambino in più allo stadio si è visto ed è bellissimo quando ragazzini di scuole elementari e medie si recano in aula interamente bardati di granata. In passato, però, anche girando tra le scuole calcio cittadine abbiamo riscontrato un dato allarmante: oltre il 60% degli iscritti, tra i 5 e i 12 anni, non tifano Salernitana e non saprebbero scrivere su un foglio di carta la formazione titolare. In vista del ricambio generazionale che andrà in scena in un futuro nemmeno tanto lontano, è fondamentale che ogni componente non faccia suonare troppo a lungo questo campanello d'allarme e le soluzioni sarebbero tante: ne gioverebbe la Salernitana, perchè non scendere in campo concretamente?
Gaetano Ferraiuolo
