Era giovanissimo quando, nel maggio del 1998, fu gettato nella mischia dal tecnico Walter Novellino in sostituzione di Cossato, 12 minuti coincisi con una sorta di "melina" da parte delle due squadre, ma che gli permisero di giocare in uno stadio stracolmo e ribollente di tifo e di passione per l'imminente promozione in A della Salernitana. Eppure fu una sorta di "festa-triste", dal momento che il popolo salernitano piangeva la scomparsa di moltissime persone devastate dall'alluvione che colpì Sarno, Siano, Quindici e Bracigliano. Intercettato dai colleghi del quotidiano Il Mattino, il doppio ex Ciro Ginestra ricorda quel pomeriggio così particolare: "Qualche giorno fa mi è capitato di spulciare il tabellino di quella partita, fa sempre un certo effetto leggere il dato relativo agli spettatori. C'erano oltre 33mila persone, ma parliamo purtroppo di un altro calcio e di un'altra epoca. Non c'erano tutte le televisioni che ci sono oggi, era uno sport mosso da sentimenti e passioni forti e che spingeva tanta gente ad andare allo stadio. Mi mancano quei tempi, peccato però che quel pomeriggio fu vissuto con tanta tristezza a causa dell'alluvione che colpì alcune zone della provincia di Salerno".
Ginestra presenta così la gara di sabato pomeriggio: "Non credo che sarà una bella partita, c'è il rischio di assistere ad un match bloccato e poco spettacolare. Il Venezia è la classica squadra sporca, di categoria, che sa difendersi bene e creare problemi agli avversari. E' chiaro, però, che è una sfida abbordabile per la Salernitana. Bocalon e Zigoni? Sono entrambi giovani e bravi, probabilmente l'unico neo è la mancanza di esperienza per la serie B. Bocalon è uomo da area di rigore, ora è arrivato anche Palombi che è un buon giocatore e può dare una mano ai granata. Certo, dipendesse da me sceglierei anche un elemento che possa dare qualche garanzia in più, ma dipende molto dal pensiero di Colantuono e dalla sua idea di gioco Zigoni è perfetto per il gioco dei veneti perchè fa salire la squadra e sa fare i movimenti giusti per favorire l'intero reparto offensivo".
Sulla difficoltà dei granata a vincere le partite in casa: "Bisogna praticare un calcio propositivo, la qualità del gioco aiuta a vincere le partite. Facile a dirsi, difficile a farsi, ma curare la fase difensiva non significa non saper sbloccare una partita. Non sono favorevole ai cambi di modulo, così facendo la squadra perde le certezze che acquisisce durante gli allenamenti. Gli interpreti fanno la differenza, non la tattica". Infine sugli obiettivi e sull'avvento del nuovo allenatore: "Non credo che ci possa essere paura, il campionato di B è talmente particolare che dopo un mese puoi trovarti addirittura secondo in classifica. La Salernitana deve essere consapevole della propria forza, ha tutte le carte in regola per puntare almeno ai play off. A Salerno si deve sempre puntare al massimo, poi c'è Colantuono che può essere una garanzia a patto che gli diano il tempo necessario senza pretendere tutto e subito"
Gaetano Ferraiuolo
