Amarcord granata: Inzaghi e la tripletta del 1998

Ritorna all'Arechi un calciatore che ha castigato la Salernitana. Quel 4-3-3 di Rossi a Torino...

Salerno.  

Sarà pur vero che, da avversario, ha fatto spesso molto male alla Salernitana e con squadre diverse, ma presumibilmente tanti tifosi sabato pomeriggio farebbero carte false per avere un autografo o scattare una foto con Filippo Inzaghi, allenatore del Venezia, ma soprattutto grandissimo campione che, in passato, ha fatto innamorare milioni e milioni di sportivi italiani non solo per i tantissimi gol realizzati e per il Mondiale vinto in Germania nel 2006, ma anche per quella grinta e quella cattiveria agonistica che lo rendevano un autentico trascinatore dentro e fuori il rettangolo verde. I tifosi granata, sicuramente, ricordano le sue performance con la maglia del Piacenza: sia all'Arechi, sia al Garilli fu assoluto protagonista e spense sul nascere i sogni di gloria della Salernitana di un giovanissimo Delio Rossi, molto sfortunata tra le mura amiche, ma letteralmente presa a pallonate in Emilia in un pomeriggio che, alla lunga, si rivelerà decisivo per la mancata promozione in serie A del cavalluccio marino. Il ricordo più recente, però, risale alla stagione 1998-99, una delle più emozionanti, ma allo stesso tempo tristi della storia della Salernitana. Era l'ultima partita prima della sosta natalizia e Di Michele e compagni di recarono al Delle Alpi di Torino per affrontare una Juventus in crisi di gol, di gioco e di punti, lontana dalla vetta e contestata dai tifosi. Favorita anche da alcune decisioni arbitrali (e a quell'epoca non era una grossa novità), la Vecchia Signora vinse per 3-0 approfittando del "suicidio tattico" degli ospiti (in campo con un offensivo 4-3-3) e della giornata di grazia di Filippo Inzaghi, autore di tutte e tre i gol e sovente vicino al poker. Non ci fosse stato un Balli da 7 in pagella tra i pali, probabilmente la Salernitana avrebbe lasciato il campo con un passivo ancora peggiore, pur avendo sfiorato il pareggio in due circostanze prima di subire la rete del ko in sospetta posizione di fuorigioco.

Nel match di ritorno, con Zidane e Henry al suo fianco, Inzaghi praticamente non beccò palla, francobollato da un muro come Salvatore Fresi e surclassato da una Salernitana rinata grazie alla cura Oddo e che, in quel periodo, era osso durissimo per tutti in special modo tra le mura amiche. La Juventus perse per 1-0, a segno Marco Di Vaio che, ironia della sorte, qualche stagione più tardi sarà acquistato proprio dalla Juventus per sostituire "Super Pippo", accasatosi al Milan tra lo stupore generale. Sabato tornerà all'Arechi, chissà se la mente tornerà a quell'afoso pomeriggio del 2 maggio 1999, quando allo stadio c'erano 40mila persone in delirio e che spinsero la Salernitana alla vittoria facendo tremare le gambe anche ad avversari abituati a palcoscenici internazionali.

Gaetano Ferraiuolo