LIVE | Salernitana, la diretta della conferenza stampa di Morgan De Sanctis

Il direttore sportivo del cavalluccio marino traccia un bilancio e svela le prime novità

live salernitana la diretta della conferenza stampa di morgan de sanctis
Salerno.  

Alle 10 il direttore sportivo della Salernitana, Morgan De Sanctis interverrà in conferenza stampa allo stadio Arechi per fare un bilancio della stagione appena conclusa ed illustrare le prime novità in vista del futuro.

Parla Morgan De Sanctis: L'occasione di vederci e di stare insieme è per tirare un bilancio sulla stagione passata. Ci tengo tanto perché è stato fatto un lavoro importante, ci tengo anche a chiarire alcune situazioni e soddisfare le curiosità dei tifosi. In alcuni momenti avrei potuto creare schieramenti o divisioni, invece la mia decisione è stata di restare in silenzio per salvaguardare l'interesse della Salernitana. Ero sicuro che la squadra allestita avrebbe ottenuto i risultati auspicati e che tutto si sarebbe ricondotto alla stagione che, poi, è stata. Avevo detto che l'obiettivo era salvarsi alla penultima giornata. Ci siamo salvati a tre giornate dalla fine. È stata una soddisfazione per tutti. Il mio silenzio non è stato nemmeno un esercizio complicato, per educazione e carattere e per la mia provenienza - sono un abruzzese, popolo che si dice sia forte e gentile -. Non è stato difficile comportarmi così. Forse è stato difficile farmi conoscere ed apprezzare dai tifosi. Ma poi con il tempo tutto si è messo al proprio posto. Posso essere soddisfatto di come voi avete raccontato la Salernitana ma si può migliorare e questo non dipende solo da voi ma anche dal club.    

Vorrei chiarire la posizione del mister Paulo Sousa. È arrivato a febbraio, ha accettato la nostra sfida. Ne è uscito fuori un accordo contrattuale che prevede un'opzione unilaterale da parte della Salernitana per rinnovare il contratto. Questa opzione è stata esercitata. Allo stesso tempo c'è l'opportunità da parte dell'allenatore di prendersi una riflessione se continuare o meno. Vi posso dire che in questo periodo c'è un allineamento al cento per cento. Da parte mia, da parte della proprietà, c'è la convizione che il progetto Salernitana proseguirà con Paulo Sousa.  

Quale è il bilancio di questa prima stagione alla Salernitana?

Il bilancio è positivo, fermo restando che si può sempre migliorare. Bisogna ambire a conquistare qualcosa in più che nel contesto Salernitana significa salvarsi prima possibile. Poi ci sono tante altre cose che possono rendere una stagione ancora più bella.

Si può dire che De Sanctis sia cresciuto in questa stagione?

Mi sento diverso da quando sono arrivato, mi sento il direttore della Salernitana più completo, più pronto e più preparato. Dal 1° luglio scorso ho iniziato a lavorare alla Salernitana. Ho raccolto un'eredità importante, capisco che Sabatini era entrato nella testa e nel cuore dei calciatori e della piazza. Quando ho stretto la mano a Iervolino era convinto della scelta fatta e di essere la persona giusta per sostituire Sabatini.  

Io non so quanto resterò ancora alla Salernitana. Ma devo dire che nel momento in cui lascerò la Salernitana, di certo, non sarò così presente o influente all'interno dell'ambiente Salernitana. Per carattere e per pensiero, penso che sia doveroso per il mio successore, influenzare il meno possibile il lavoro di chi arriverà.   

Quale sarà il futuro di Paulo Sousa?

Il mister non aveva avuto esperienze felicissime nel recente passato. Ha accettato l'offerta della Salernitana, sa benissimo chi sono Iervolino e Milan, sa come lavora la direzione sportiva. È consapevole di quello che la Salernitana è adesso e in futuro. Il mister è un allenatore importante, questi quattro mesi lo hanno rilanciato. Abbiamo la certezza di avergli trasferito delle profonde convinzioni per consentirgli anche di tornare a livelli altissimi. Noi, per cultura, non strozziamo le ambizioni di nessuno. Ma sono convinto che questi dieci giorni che si è preso di tempo trascorreranno nella massima serenità.      

Come si muoverà la Salernitana per Dia?

Per convincere Dia è stato fatto un grandissimo lavoro di corteggiamento. Siamo ancora convinti di riscattare il giocatore. È intervenuto questo piccolo problema fisico al menisco interno, sarà in ritiro il 9 luglio. Tutto quanto il mercato prossimo sarà indirizzata a due cose: dobbiamo rendere la Salernitana un progetto più sostenibile e più virtuoso. 

Complessivamente nella stagione 2021-2022 sono stati investiti 30 milioni di euro. Il monte ingaggi è stato di 36 milioni di euro lordi. Nella seconda stagione di serie A per costi di cartellino, prestiti e varie operazioni sono stati investiti 41 milioni di euro da cui vanno scorporati 21 milioni di euro incassati per Ederson. Il tetto ingaggi è cresciuto: 47 milioni di euro. A questo vanno aggiunti incentivi all'esodo e soldi per gli incentivi all'esodo. 17 uscite a titolo definitivo, 3 risoluzioni di contratto e 11 prestiti. Continueremo a ripulire la Salernitana perché è un percorso necessario. Porteremo la Salernitana ad avere una autosostenibilità che è il futuro del calcio.

La Salernitana entro il 30 giugno sarà una delle poche società che investirà per acquisire il cartellino di giocatori. Non bisogna dare nulla per scontato: i riscatti di Dia e Pirola e il rinnovo di Ochoa non sono fatti secondari. Noi oggi abbiamo l'idea di riscattare Pirola, mi sorprenderebbe se l'Inter esercitasse il contro riscatto. Con l'Inter ho parlato dopo averci giocato all'Arechi, noi lo riscatteremo ma parlo per la nostra parte.

E su Coulibaly e Simy?

Il valore del lavoro fatto da chi mi ha preceduto, sia Fabiani che Sabatini, ha presupposti di positività da parte mia. Ci sono dei giocatori che non rientrano nel progetto e saranno esclusi. C'è la piena disponibilità a trovare delle soluzioni ma mi aspetto che le controparti siano più comprensibili, altrimenti la nostra posizione sarà più dura. Oggi c'è una sproporzione enorme tra diritti e doveri dei calciatori. Quest'anno non saremo teneri tra chi ci sbatterà in faccia quelli che sono i propri diritti senza tener conto dei propri doveri e di quello che è stato il loro rendimento sul campo.

Per strategia la Salernitana cercherà di ripulire il più possibile questo gruppo di giocatori che non rientrano nei piani. Dobbiamo recuperare risorse lì per non andare ad intaccare il valore della rosa.  

Apro una parentesi: Vilhena ha fatto 4 gol e 4 assist, non sempre ha dato quello che doveva ma secondo me ha fatto una stagione importante. Mi sento di dire che Vilhena non è stato inferiore all'Ederson che si è visto nell'Atalanta. 

Quale saranno gli investimenti per la prossima stagione?

La logica e la strategia è di abbassare i costi. Non possiamo pensare di far affidamento solo e soltanto sulla solidità della proprietà perché non è questo il calcio. Il presidente ci ha chiesto che nell'ambito di un percorso di crescita i suoi investimenti siano sempre minori. L'obiettivo è abbassare tutto, salary cup e magari andare in saldo positivo tra cessioni e acquisti. Ma lo sapremo il 2 settembre. 

Quali altri calciatori saranno riscattati?

Oltre a Dia e Pirola, abbiamo un'opzione di riscatto per Vilhena, Piatek, Crnigoj, Troost.Ekong e Nicolussi Caviglia. Su questi cinque giocatori ci teniamo la possibilità di riallacciare un discorso. Ma dopo Ochoa, Dia e Pirola, tante cose dipenderanno dal mercato in uscita. Cercheremo di sistemare i calciatori di cui non siamo contenti e quelli che, magari, non sono contenti di restare.

Come funzionano lo scouting ed il settore giovanile?

È difficile, fatta eccezione per le grandi squadre, avere un rapporto di reciproca collaborazione con la maggior parte dei club italiani. Perché legittimamente c'è competizione e quindi bisogna attingere da fuori. Siamo giovani e giriamo tanto, abbiamo perfezionato anche una ricerca dal punto di vista tattico e dal punto di vista di performance fisiche; l'occhio umano e l'esperienza di chi va a vedere i giocatori, abbinati alle richieste dell'allenatore, ci permette di fare le scelte giuste. L'Europa la visitiamo ogni settimana, siamo stati in Africa, in America. Abbiamo una lista di situazioni possibili che, poi, sta a me gestire.

Settore giovanile. Io credo che la Salernitana abbia un'occasione irripetibile. In questi territori si fa ancora calcio da strada e sono tante le società che attingono qui. La linea che abbiamo intrapreso è di costruire i gruppi dell'attività di base quanto più competitivi in modo da avere una base per il futuro. Nell'ambito del risultato della Primavera non siamo soddisfatti della retrocessione, potremmo essere ripescati e avremo un'altra possibilità ma non potremo essere subito competitivi. Io la prendo come una responsabilità mia, non ho avuto la forza ed il tempo di seguire anche il settore giovanile. A Stefano Colantuono è stato affidato un compito difficile. Ci prendiamo ancora del tempo, prossimamente affronterò questo discorso con il presidente e l'amministratore delegato. Si continuerà con Colantuono ma dovranno essere apportate delle migliorie. In ogni caso sono state create delle cose buone nelle categorie inferiori.  

Quale sarà il futuro di Mazzocchi?

Ci tengo a precisare quello che è successo lo scorso anno. Tante volte è stato puntato il dito contro di me ed è stato detto che ero io a volerlo fuori dalla Salernitana. Lo scorso anno nessuno ha fatto un'offerta seria per Mazzocchi. È arrivato a gennaio 2022 con scadenza 2025; durante il ritiro estivo gli ho proposto un adeguamento di contratto e rinnovo al 30-40% in più. Ad un certo momento, per soddisfare le richieste di Mazzocchi, il presidente ha portato lo stipendio di Mazzocchi a circa il 70% in più. E' stato fatto uno sforzo importante per farlo restare da capitano. L'idea è la stessa, identica quest'anno. E anche la situazione di mercato è la stessa: nessuna richiesta di mercato. Mazzocchi è un giocatore della Salernitana, è il capitano. Per lui vale il discorso che facciamo per gli altri: non ci faremo mettere pressione da nessuno, di fronte ad offerte concrete le valuteremo.  

Quale è stato il momento più bello?

Inizio dal momento più brutto: due, sostanzialmente. Il primo è sicuramente la sconfitta di Bergamo, la pagina più brutta della storia della Salernitana in serie A e non la dovevamo produrre. Ma quella partita ha introdotto in tutti noi la voglia di rivalsa per toglierci altre soddisfazioni. Il momento più bello è stato quello con l'Atalanta, non tanto per il riscatto, quanto perché avevamo la certezza di essere rimasti in serie A. 

Un altro momento brutto, devo dire, è stato quando la società ha deciso di andare in ritiro in Turchia. Non dovevamo andarci. Avevo detto che non era adeguato andare in Turchia perché l'unico tesserato della Salernitana che ci era stato da giocatore per due volte ero io. È stato un ritiro che è costato qualche soldino e non ci ha dato molto. In quel momento ho pensato che le cose ci stavano sfuggendo di mano ma è stata l'occasione per chiarire alcune cose con il presidente. 

Avete annotato qualche ragazzo dell'Under 20?

Abbiamo in testa qualche ragazzo italiano dell'Under 20 e qualche altro che sta giocando con altre nazoni. Siamo stati in Africa e in Colombia per visionare tanti ragazzi e abbiamo le idee chiare.

Può chiarire le posizioni contrattuali di Nicola e Sousa?

Nel contratto di Davide Nicola c'era una clausola di risoluzione per il secondo anno che aveva una scadenza entro la metà di aprile. Questa opzione è stata esercitata, quindi Nicola ed il suo staff dal 1° luglio non saranno più tesserati della Salernitana.

La finestra è strettissima nella quale Paulo Sousa potrebbe accettare una nuova sfida. Arriverà a breve scadenza, al termine di questa scadenza di dieci giorni arriverà la comunicazione della società. Ma la viviamo con tranquillità perché siamo sicuri che Paulo non rinuncerà alla Salernitana. 

Quale sarà il futuro di Bonazzoli?

Bonazzoli è un giocatore da Champions League per caratteristiche fisiche e tecniche. Ma siccome non è riuscito a ritagliarsi uno spazio da protagonista in questa settimana, come avrebbe potuto fare, siamo di fronte ad un giocatore a cui manca qualcosa. Per la prima volta è rimasto per due anni nello stesso club. Durante tutta la stagione abbiamo usato tutti i mezzi necessari per portarlo a performare come è nelle sue possibilità. Se non ci siamo riusciti, è anche nostra responsabilità. Ma al 51% le responsabilità sono soprattutto sue per quello che ha nelle sue corde. Non devi pensare continuamente a quello che la Salernitana può fare per te ma quello che tu puoi fare con la Salernitana. Deve guardare dentro sé stesso per tirar fuori, a 26 anni, il meglio possibile. Lo farà nella Salernitana o altrove, ma deve farlo.   

Cosa è successo con Davide Nicola?

Ci conoscevamo da ragazzini, avevamo avuto esperienze insieme nella Nazionale di serie B. I momenti più difficili con il mister sono stati soprattutto all'inizio. Lui, giustamente, aveva la necessità di avere una rosa completa e pronta. Io non è che non volevo farlo ma bisognava avere pazienza. Poi con il passare del tempo le cose sono andate meglio, abbiamo formato una squadra costruita per giocare con il 3-5-2. Ci sono stati risultati importanti all'inizio, poi la squadra si stava perdendo. Io mi devo prendere le mie responsabilità, a volte non sono riuscito ad entrare in maniera empatica con l'allenatore. Ma abbiamo fatto il possibile per non far soffrire la Salernitana. Va dato un ringraziamento a lui e al suo staff perché hanno portato alla Salernitana la metà dei punti conquistati. Io ho sempre espresso all'allenatore e al presidente cosa non andava. Poi contano i risultati e le prestazioni che hanno determinato l'esonero.    

Maggiore e Fazio?

Federico deve star bene entro il 9 luglio. Lui si è fatto male alla caviglia contro la Juventus e non è riuscito più a riprendersi. Federico deve investire la sua estate su se stesso, ha un programma di recupero e lo sta svolgendo. Da lì si riapproprierà della leadership tecnica che ha nella Salernitana.

Maggiore è arrivato in un progetto di 3-5-2 da mezzala. Le prime partite della stagione le ha svolte da sostituto di Bohinen. Quando è stato bene non abbiamo potuto vederlo nel suo ruolo. Poi è iniziato un calvario. Oggi, nell'ambito di un progetto tecnico-tattico, è un giocatore a cui non rinunciamo. Ma con lui e con i suoi agenti possiamo immaginare di pensare ad un riutilizzo se tutti gli interessi convergeranno.  

Cosa è successo dopo il primo esonero di Nicola?

Dopo il ko di Bergamo non avevamo il sostituto pronto. Da parte mia ritengo che parlare con un allenatore prima di un eventuale esonero, rappresenti un atto d'infedeltà profonda. Dopo l'esonero abbiamo contattato diversi profili, Semplici era uno di questi. Devo ringraziarli tutti perché hanno capito il momento attraversato dalla Salernitana. Il presidente, abbinato alla volontà di Nicola di provare ad invertire la tendenza, ha deciso di richiamarlo. Ma quel casting ci è tornato utile qualche settimana dopo. 

In chiusura un riferimento alla vicenda Radovanovic

Se la mia scelta ha arrecato disagio alla sua famiglia, mi dispiace molto. Mi sento di scusarmi pubblicamente con la sua famiglia. Ma devo rivendicare il ruolo che ho e la decisione che ho dovuto prendere in quel periodo, una decisione necessaria nell'interesse di salvaguardare compattezza e l'allineamento degli obiettivi.

Ribery?

Franck Ribery, nel momento in cui ha rescisso il suo contratto, è stato più che uomo. Mi vengono i brividi solo a parlarne. Lui ha l'ambizione di diventare allenatore. Inizierà il corso di allenatore e a prendere i patentini durante l'estate a Coverciano. Continuerà a far parte dello staff tecnico. Per ora è inquadrato come dirigente, nel momento in cui otterrà la prima licenza da allenatore, sarà inquadrato nello staff tecnico.  

Verdi?

Anche su Verdi ho dovuto fare un esercizio di silenzio. Anche dopo l'agghiacciante intervista del suo agente. Verdi è un giocatore forte ma in quel momento lì non serviva alla Salernitana. Avevamo altri giocatori con quelle caratteristiche. Nell'ultimo giorno di mercato il presidente per generosità verso la piazza e un po' di pressioni da parte delle altre società, mi ha chiesto di negoziare l'acquisto di Verdi. Nelle ultime tre ore di mercato abbiamo dovuto trovare la quadratura nei numeri, poi c'è stato un ritardo tecnico. Non era una cosa che si poteva fare, abbiamo provato comunque a farla ma siamo arrivati fuori tempo massimo. Ma ci tengo a riconoscere il valore assoluto di Verdi anche se non serviva in quel momento alla Salernitana.