Breda al 76’! Uno slogan che ha “cresciuto” intere generazioni di tifosi granata. Soprattutto di quella era che è stata fra le più vincenti nella storia della Salernitana. Nasceva Rossilandia e la tifoseria granata si faceva conoscere all’Italia intera non per le sue intemperanze ma per la sua passione. E Breda, di quell’era, è stato giocatore, capitano e allenatore in quello che per qualcuno è un ciclo irripetibile. Tanto che l’ultima volta che la Salernitana è stata regina del derby contro l’Avellino risale a 22 anni fa: guarda un po’ come scorre il tempo.
Nella stagione di C1 1993/94, quella del ritorno in cadetteria nello spareggio promozione di Napoli contro la Juve Stabia, la squadra granata fece bottino pieno contro l’Avellino. All’Arechi terminò 2-1 con Fresta a pareggiare momentaneamente la rete del vantaggio granata di De Silvestro, prima del rigore vincente di Pisano. Ma ad Avellino l’eroe per i sostenitori granata fu lui: Roberto Breda. “Coincise con la mia prima rete con la Salernitana, in cui ero giunto a novembre. – afferma Breda che attualmente è in Inghilterra – Una gioia incredibile per il sottoscritto con il feeling con la tifoseria che stava diventando ancora più forte. Fu un punto di partenza per un rapporto stretto che esiste ancora. Ma quella gara fu importante per la nostra squadra. Avemmo la consapevolezza che potevamo farcela per raggiungere la B. Che potevamo giocarcela alla pari contro il Perugia”.
Le ansie e i timori del derby furono spezzati dalla sciabolata vincente dalla distanza del biondo mediano che sorprese Negretti. “No, non riesco a ricordare come fu quella vigilia. – riprende Breda – Quali erano le nostre ansie, timori o preoccupazioni. Troppo tempo è trascorso ma ricordo come fosse ieri la gioia al fischio finale. I nostri festeggiamenti negli spogliatoi con il mister che ci diceva di tenere i piedi a terra”. E del dopo Avellino, del 20 febbraio 1994 ricorda ancora altro Breda. “Un aneddoto particolare che adesso mi fa sorridere. – ricorda l’ex granata – Quella sera incontrai in aereo per Genova proprio Negretti che si dirigeva a Savona. L’atmosfera di quel viaggio non fu proprio piacevole e non nascondo un certo imbarazzo da parte mia quando lo riconobbi”.
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Antonio Roma
