Vittoria del cuore, vittoria del collettivo, di una squadra che soffre, che lotta su ogni pallone. Terza gara, la seconda consecutiva, giocata in inferiorità numerica e seconda vittoria in campionato, dopo quella all’esordio nel derby con l’Avellino. La Salernitana è una squadra che non si arrende mai, e lo si legge negli occhi di Pestrin, capitano irreprensibile, indomabile, inossidabile viste le sue quasi 37 primavere. Una squadra solida, operai, ma che ha nei guizzi di Gabionetta quel quid in più che spesso fa cambiare faccia ad una gara. I colpi del brasiliano sono risolutivi, contro l’Avellino, a Brescia, sul campo del Pescara e questo pomeriggio contro la Ternana. Otto punti che portano tutti la sua firma in calce, cinque perle tanto belle quanto pesanti. La Salernitana non può prescindere dal suo gioiello, un talento che nei momenti di difficoltà si è caricato sulle spalle la squadra, e non solo cercando la rete, anche andando a raddoppiare, pressare e recuperare il pallone in ripiegamento difensivo.
Contro la Ternana non è stato facile. La formazione umbra, orfana della guida tecnica di Mimmo Toscano, che dopo il ko interno nel turno infrasettimanale con il Livorno ha deciso di dare le dimissioni, non è certo una squadra allo sbando. Anzi, l’impressione che ha dato, sin dalle prime battute è di una squadra organizzata, che sa bene cosa fare, ma soprattutto che pressa a tutto campo, e cerca di prendere in mano il pallino del gioco, sfruttando l’ampiezza della manovra per far aprire gli avversari ed entrare poi negli spazi.
Dopo un primo tempo avaro di emozioni, se non il solito doppio giallo collezionato dai granata, questa volta protagonista è Trevisan che si fa cacciare fuori dopo 28’ minuti, si passa ad una ripresa che inizia in maniera scoppiettante. Un solo giro di lancette e i granata passando in vantaggio grazie a Franco, tornato titolare dopo due giornate di campionato in cui aveva ceduto la fascia sinistra a Rossi. Eusepi, non proprio brillante questo pomeriggio, colpisce di testa su traversone dalla sinistra, con la difesa umbra che allontana il pallone al limite dell’area, dove è appostato Franco.
L’esterno sinistro prova la conclusione al volo, pescando il jolly che si infila alle spalle di Mazzoni. Neanche il tempo di festeggiare che la Ternana trova subito la rete del pareggio. Belloni sulla trequarti di campo conquista un pallone e va via indisturbato, servendo poi in profondità Ceravolo, che da posizione decentrata conclude in diagonale e superare Terracciano. Nulla di fatto, si riparte dal risultato di parità e soprattutto con lo stesso copione visto fino a quel momento, con la Ternana a fare la gara, mantenendo costantemente il possesso palla, e la Salernitana a difendersi e ripartire in contropiede. Un canovaccio ormai scontato fino a quando al 23’ minuto, non decide di salire in cattedra un certo Gabionetta. Il brasiliano fa tutto da solo, andando a pressare Masi al limite dell’area e rubando palla. Due passi e fa esplodere un rasoterra che termine in rete, con l’estremo difensore ospite immobile.
Esplode l’Arechi, con Gabionetta che corre sotto la curva per raccogliere i meritati applausi. E’ lui l’idolo della Sud, di uno stadio che ha già incoronato il suo re, l’uomo della provvidenza, colui che risolve le partite quando ormai sembra tutto perso. La Ternana ci prova, continua a spingere a lottare, ma la Salernitana risponde colpo su colpo, tenendo botta ad ogni avanzata umbra. Dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio del signor Federico La Penna mette fino alla gara e fa partire la festa sugli spalti dell’Arechi, con la squadra che si chiude in un abbraccio sotto la curva Sud a testimoniare la forza e la coesione di questo gruppo, che nelle difficoltà fa venir fuori il grandissimo carattere.
Massimiliano Grimaldi
