Ex Salernitana, Bonazzoli: "Nicola come un padre, ho sofferto…"

Il bomber del miracolo 7 per cento racconta: "Se una partita non va come spero mi macero di brutto"

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Salerno.  

“Esigente con se stesso ai limiti dell’esasperazione”. Il Corriere della Sera ne traccia un ritratto impeccabile. Anzi, sulle spalle di Federico Bonazzoli attacca anche l’etichetta di anti-divo del calcio. Ora è alla Cremonese, in serie B, club accettato per dire addio alla Salernitana nell'estate 2024 dopo aver rifiutato la possibilità di ritornare a Cagliari in massima serie e continuare a lasciare il segno: “A Cremona sto molto bene, mi cercava il Cagliari in A, ho rifiutato: in fondo queste sono le mie terre specie dopo aver girato l’Italia, desideravo star vicino ai genitori, starci insieme, a volte penso di averli trascurati o comunque di sicuro mi sono perso un sacco di stagioni, quelle dell’infanzia, della crescita”, spiega l’attaccante al quotidiano.

Il passato in granata

La Salernitana lo conosce benissimo. In granata il bomber con l’esultanza alla Batistuta si è imposto in serie A. Prima l’arrivo nell’estate del ritorno in massima categoria ed il semestre segnato dalle difficoltà del trust. Il rigore di Bologna, la stoccata di Venezia tra le gioie più belle. Poi l’avvento di Danilo Iervolino e l’arrivo di Davide Nicola sulla panchina granata: “Siamo come papà e figlio”, spiega Bonazzoli. Nicola gli entrò nella testa e nel cuore. Bomber e trascinatore del miracolo 7 per cento, poi l’acquisto dalla Sampdoria dopo aver festeggiato la salvezza con i tifosi dispensando brioches col gelato. L’addio dell’allenatore e l’arrivo di Paulo Sousa la rottura, con la cessione prima al Verona, poi l’addio destinazione Cremonese. “C’è una corsa ottusa a emettere giudizi-sentenze, a stabilire etichette. Cerco scuse? No. Questo è il gioco e giochiamo. Se una partita non va come deve, mi macero di brutto per una settimana fino alla partita dopo”.