di Pino Strano
Mentre tutti continuano ad accapigliarsi intorno a questa o quella sede, e si predica l'isteria collettiva, i bambini della Cocchia restano senza scuola. E probabilmente le cose non si smuoveranno prima della fine della settimana prossima.
Ottimisticamente.
Tanti sono i padri e le madri che ci hanno contattato per esporre il loro stato d'animo: temono che una soluzione non arriverà così presto.
Considerando lo scenario attuale con i professori che protestano, il comune che non trova un'intesa con la dirigente e gli stessi parenti che non arrivano ad un accordo che soddisfi tutti.
Intanto oggi è già una settimana che i bambini non vanno a scuola.
Se lunedì prossimo sarà davvero fumata bianca fra sindaco e preside sulle sedi individuate, poi bisognerà attendere almeno la fine della settimana per realizzare tutti gli spostamenti previsti redigendo un efficace piano di gestione delle classi.
Ma questo, come dicevamo, è solo lo scenario più ottimistico.
Scenario che non terrebbe conto delle proteste a partire da quella realizzata ieri mattina da alcuni docenti della Cocchia. I quali hanno appeso diversi striscioni nei pressi dell'edificio scolastico.
I professori in questione sono convinti che una divisione in tre plessi pregiudicherà la qualità delle lezioni perché li costringerà a spostamenti notevoli.
Tesi sposata anche da alcuni genitori, soprattutto quelli di studenti che frequentano l'ultimo anno e che dovranno affrontare gli esami.
Un fronte che continua a spingere per l'opzione Giustino Fortunato che però si porta dietro tante incognite. Una su tutte i doppi turni ai quali poi sarebbero probabilmente soggetti gli studenti delle superiori. Ragazzi che, ne siamo certi, protesterebbero in massa.
E anche a ragione. Significherebbe, infatti, scombussolare anche la propria organizzazione scolastica.
L'appuntamento adesso è per lunedì. Continueremo a tenervi aggiornati. Pur consepoli che allo stato attuale i penalizzati sono sempre gli studenti.
