di Andrea Fantucchio
Due amanti che con la loro relazione hanno sconvolto l'Italia e, nel mezzo, un pezzo di Avellino. O, meglio, un caffè. Quello del celebre bar Lanzara, semplicemente la storia nel capoluogo irpino.
I due amanti in questione sono Fausto Coppi, campionissimo forse eguagliato nel cuore dei tifosi solo dall'immenso Gino Bartali, e la dama bianca. Giulia Occhini destinata a collocarsi nell'Italia di allora, ci trovavamo ad inizio anni '50, come la femme dello scandalo.
Quella spacca famiglie che Coppi, allora non c'era il divorzio e l'adulterio era ancora reato, non potette mai far riconoscere come moglie. Almeno in Italia, perché poi la sposò. Ma in Messico.
La Occhini denunciata dall'ex marito fu persino costretta ad andare in carcere per un mese. Mentre a Coppi fu ritirato il passaporto. Un amore travagliato che culminò con la morte prematura del campione a causa della malaria contratta in Africa.
Ma che c'entrano Coppi e la dama bianca con Avellino? Fatale furono due giri d'Italia, 1954 e 1955 , che passarono in Campania. E videro la coppia sostare ad Avellino.
E prendere un caffè nel celebre bar della città.
Lì, come ha raccontato l'attenta penna di Roberto Barbato sul Corriere dell'Irpinia, lo straordinario Amedeo con un gesto di galanteria le offrì l'aperitivo della casa che lei apprezzò molto ringraziando il barista con gran gentilezza.
E anche Coppi non lesinò complimenti. Era sereno.
La coppia poi partì alla volta di Napoli dov'era prevista la tappa del Giro. Il campionissimo si preparava a vincere ancora. Prima di perdere la sua battaglia più grande con la vita.
In realtà c'è anche un altro legame fra la dama Bianca e l'Irpinia. E infatti non era raro vedere l'Occhini, in compagnia di Coppi, presso Torchiara frazione di Montoro.
Dove la mamma della dama bianca ha lavorato come ostetrica. Soste non sempre piacevoli. Pare infatti che il paese irpino fosse più comprensivo con Coppi che con la sua compagna. Dopotutto quella era ancora un'Italia cattolica e bigotta.
Ma la dama bianca non si scomponeva mai. E tirava dritto con fierezza per le strade del paesino. D'altronde per lei, in quell'amore che la legava al suo Fausto, non c'è mai stato nulla da nascondere o di cui vergognarsi.
(La foto di copertina immortala Coppi e la Occhini a Montoro ed è tratta dall'archivio del "Museo del Ciclismo")
