«Afferrai la bimba nella culla. La terra tremava.Poi silenzio»

Ricordi da via Campane. Crollarono le case tra distruzione, morti e macerie

Avellino.  

 

di Siep

Raccogliere i ricordi del terremoto. Il sisma. La paura. E tutti quei morti. Sul social scorrono le memorie e immagini del sisma di 36 anni fa. Era una domenica, l'Avellino militava in serie A. Quel caldo anomalo. Quei novanta secondi interminabili. «Buongiorno a tutti e onore a tutte le vittime del terremoto - spiega Enzo Treviglio sul suo profilo social -. Avevo 15 anni e tornavo da una festa. Dopo che tutto si calmò arrivò quel silenzio indescrivibile. 

Scesi stordito per raggiungere casa dei miei, passando per Via campane una donna piangeva per strada e fermava i passanti, voleva aiuto aveva paura, aveva lasciato la figlia nella culla ed era scappata oppure gia' si trovava giù. Mi fermò e mi chiese di andare a prendere la bambina nella culla. Guardai il fabbricato qualche tegola era appesa poi macerie dappertutto. Mi feci coraggio, sali una rampa di scale piene di calcinacci, Entrai mentre delle piccole scosse continuavano. Afferrai la piccola nella culla con le coperte e scesi giù con qualche difficoltà. La donna mi ringrazio e mi disse "o' Patatern te ne renda di salute ". Quella benedizione mi resta nel cuore. Quando penso al terremoto penso agli occhi di quella signora». Dopo il terremoto ci è restato questo nel cuore: la speranza del bene, del soccorso, dell'aiuto. Questo siamo noi Irpini, terremotati nel cuore, illuminati dalla protezione, solidarietà, voglia di aiutare chi soffre.