di Andrea Fantucchio
«Ad Avellino non ci sta una stella di Natale, manca anche l'albero. Cerchiamo di arricchire questa città. Lo dico sempre. I commercianti dopotutto pagano le tasse e anche i cittadini. Ma non si fa niente per loro, neppure a Natale. E i fessi, cioè noi, pagano sempre». Tonino, in arte Sciò Sciò 48, scaccia iella di professione, regala qualche battuta a Ottochannel e Ottopagine. (Nel video puoi guardare l’intervista realizzata dal collega Angelo Giuliani e girata da Matteo Piscopo).
Sciò Sciò con la sua arguta ironia tratteggia un quadro a tinte fosche per Avellino, una città che vede abbandonata a sé stessa.
«Qui manca tutto e non riesco a capire perché. Ripeto, l'ultima volta che sono venuto, già c'erano cantieri mezzi aperti e mezzi chiusi. Ora la situazione non cambia. Ma perché non li finiscono questi cantieri? Perché non realizzano più parcheggi e aiutano il commercio?»
Domande che non troveranno risposte. Così simili a quelle che abbiamo sentito pronunciare da cittadini e commercianti scontenti per quello che si annuncia un Natale in tono minore. E per le restrizioni della viabilità, arrivate in concomitanza con le feste. Un provvedimento che ha fatto imbestialire di brutto qualcuno.
Sciò Sciò cerca di conservare il buonumore. Il suo mestiere lo richiede. Armato di cornicelli scaccia malocchio, aglio, sale da spargere a terra, e occhiali stravaganti dall’ampia montatura e dai colori improbabili. Il napoletano è spesso chiamato proprio dai commercianti in crisi che non trovano soluzioni alla crisi.
«Questo lavoro – racconta – lo faceva mio nonno che poi l’ha passato a mio padre. E quindi l’eredità ora è stata trasmessa a me. Vivo onestamente regalando sorrisi e speranze in momenti difficili. Ricordando a tutti che la sorte può sempre cambiare se si ha un po’ di fede».
Sciò Sciò gira tutta la Campania allontanando “chi porta male” dai negozi. Quelli “con la faccia bianca o verde di bile”. E per ogni evenienza ci sono le frasi della tradizione, le stesse che utilizzava suo nonno.
«Siamo stanchi di pagare e delle barzellette che ci raccontano. Ma chi vo' male a casa mia – dice a gran voce - deve entrare e uscire dalla farmacia. Avellino abbi fede. Quando tornerò, voglio trovarti diversa. Più contenta. Buon Natale a tutti! Vi auguro ogni felicità».
