di Andrea Fantucchio
«Saranno passati a setaccio tutti gli enti che collaborano col Comune. La legalità deve essere prevalente rispetto a qualsiasi principio. Anche nell'assistenza al prossimo». Ottopagine intervista l’Assessore alle politiche sociali Teresa Mele.
Sulla quale si è scatenata una bufera dopo la morte del clochard Angelo Lanzaro. Trovato cadavere nel Mercatone il giorno dell’Epifania. Noi abbiamo provato a fare chiarezza.
Partiamo proprio dalla tragedia del Mercatone: «Dopo la morte di Angelo ho chiesto alle forze dell'ordine di fermare i suoi compagni. Sergio e Virigilio avevano bisogno di assistenza. Non potevamo permettere che si allontanassero. Entrambi dovevano passare la notte nei dormitori della Caritas. Poi un familiare ha chiamato il Comune per riportare Sergio a casa. E noi abbiamo acconsentito».
Sulla "Eco", cooperativa che gestisce attività di assistenza agli indigenti nel piano di zona comunale. Per un appalto biennale da 600mila euro.
Spiega l’assessore: «Il giorno del mio insediamento ho chiesto di fare un controllo a tappeto su tutti gli enti che collaborano col Comune. L’altro ieri ho incontrato la presidente della cooperativa “Eco”. Ho chiesto delucidazioni sulla loro attività. Delucidazioni sul personale impiegato e le mansioni svolte. E sulla tipologia di contratti stipulati con gli enti che collaborano con la cooperativa. Per vedere se coincidono con quanto previsto dal bando».
Sulle azioni future: «Stiamo realizzando una ricognizione in città. Per individuare gli indigenti che hanno bisogno di assistenza. Due giorni fa siamo andati nella sede di Cgil. Quando per la prima volta sono stata avvisata della situazione dei senzatetto ospitati nella struttura. Abbiamo proceduto all’identificazione di quelle persone. Un lavoro che ha coinvolto la polizia municipale guidata dal comandante Arvonio e gli assistenti sociali».
L’assessore continua: «Abbiamo preso in carico la famiglia italiana ospitata nella struttura. Gli assistenti sociali hanno realizzato una relazione. Ora è stata individuata una collocazione per il nucleo familiare. Gli altri senzatetto non sono residenti ad Avellino. Ma ci stiamo ugualmente mobilitando».
Sulla storia di Antonio Martignetti che viveva in auto. Il 70enne, come Ottopagine vi ha raccontato, è ora tornato a casa. Dopo i nostri appelli che si susseguono da due anni a questa parte. Dice la Mele: «Seguivamo la situazione del signor Martignetti da tempo. Abbiamo provato a intervenire svariate volte. Lui non voleva lasciare l’auto. E si era anche spostato per non farsi trovare. Poi l’altro ieri la polizia municipale è intervenuta. Lo hanno alle cure degli assistenti sociali di Candida».
I tempi burocratici in passato hanno fatto discutere. La Mele spiega: «La legge va rispettata. Dopo aver fatto un elenco dei casi che richiedono assistenza, possiamo intervenire. I residenti ad Avellino possono ricevere anche un aiuto economico dal comune. Ci interfacciamo con diverse associazioni, a partire dalla Caritas. Alla quale doniamo ogni anno circa 70mila euro. Quando le persone non risiedono ad Avellino cerchiamo di metterci in contatto col Comune di residenza. Casi come quello del signor Martignetti. Poi interveniamo in sinergia con gli assistenti sociali del paese in questione. Dobbiamo muoverci all’interno del piano di zona specifico».
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