Portò la danza moderna ad Avellino, addio a Liviu Balaceanu

Liviu Balaceanu aveva 67 anni

Avellino.  

 

 

 

di Simonetta Ieppariello

Ha portato la danza moderna 36 anni fa ad Avellino. Una svolta epocale per una città assopita nelle sue consuete abitudini e disciplina. Eppure con lui venne il cambiamento, la rottura degli schemi e la danza che seguiva figure e ritmi moderni. Con lui hanno danzato con lui intere generazioni di ragazzi e ragazze. Liviu Balaceanu vogliamo ricordarlo così nella sua sala, che si inchina per un saluto al pubblico. Ordinaria emozione ricordare i suoi movimenti in quello spazio accarezzava da sapiente artigiano dell'immateriale. Il maestro Liviu Balaceanu si è spento venerdì nella sua terra. Era tornato in Romania due anni fa. Poi i mesi trascorsi nella sofferenza di una malattia. Ieri la messa, alle ore 18, nella chiesa del Santissimo Rosario lungo il Corso Vittorio Emanuele.

Disciplina e dedizione i due ingredienti di un modo di insegnare che ha impresso creatività e modernità alla danza ad Avellino.Fu la svolta. Tantissime bambine e ragazze decisero di provare. Divenne un fenomeno in poco tempo. Sempre più iscritte in quella palestra nel Parco Abate. 

I saggi divennero l'evento a corredo finale. Tutti i ragazzi correvano a guardare quelle ragazze splendide ballare in quella maniera nuova. Prima di Liviu c'era solo la danza classica. Con l'arrivo di quel ballerino rumeno tutto cambiò. I saggi erano eventi. Parteciparvi trasmetteva una incredibile voglia di danzare, con lui, il maestro venuto dalla Romania, bello ed elegante, sinuoso e veloce.

Tantissime allieve e allievi piangono quel maestro speciale. Piedi in prima posizione: gambe tese, sedere in dentro e petto in fuori era l'incipit di ogni lezione in sala. Liviu era primo ballerino della Compagnia di Bucarest, un’infinita creatività che ha portato in questa città una cultura seria e variegata: erano gli anni ’80 quelli dell’inizio del Centro Danza e Avellino. Eleganza come avanguardia la sua lezione. Novità che no dimenticava ne abbandonava il repertorio ballettistico classico. Scriveva e dirigeva tutto lui, si occupava delle luci e della scenografia.

Ogni spettacolo si riempiva di quell'arte nuova. Lui, danzando riempiva lo spazio muovendosi nell'aria plasmando spazi e figure da autentico artigiano dell’immateriale. Negli ultimi anni della sua vita aveva insegnato nella storica palestra Olimpica del Professore Gengaro. (foto fonte facebook, postata da Giulia Gallo, ndr)