Migranti, «Comune e Chiesa falliscono, ecco il nostro piano»

Attacco del gruppo Si Può: «Avellino può accogliere anche 180 migranti. Ma deve fare così» Guarda

Dalle opposizioni arriva una proposta. Sarà presentata ufficialmente domani all'amministrazione. Si chiede una gestione dei migranti più razionale, con iniziative legate agli Sprar.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

«Sull'accoglienza degli immigrati, l'amministrazione si sta confermando il solito gruppo di dilettanti allo sbaraglio. Anche le recenti dichiarazioni dell'assessore alle Politiche Sociali Teresa Mele mi sembrano pronunciate da una turista. E non da chi  conosce davvero Avellino». Durissimo il consigliere d'opposizione del capoluogo irpino, Giancarlo Giordano. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video di Ottopagine)

Stamattina il gruppo “Si può” ha organizzato una conferenza stampa in Comune. Si è parlato di ampliamento dello Stir e proprio della gestione dei migranti attesi in città. 

Dalle opposizioni arriva una proposta. Sarà presentata ufficialmente domani all'amministrazione. Si chiede una gestione dei migranti più razionale, con iniziative legate agli Sprar(Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati). L'utilizzo di strutture comunali oggi chiuse. 

Spiega Giordano: «Anche la chiesa dovrebbe fare di più. Non basta dire “niente decisioni calate dall'alto" (si riferisce alle dichiarazioni del parroco di Corso Umberto I, Don Emilio che si schierava col suo quartiere. Dopo la lenzuolata di protesta contro l'arrivo di oltre cento immigrati nel convento delle suore Stimmatine), ma bisogna preparare la comunità all'accoglienza. Quello che si sta facendo oggi è tutto sbagliato».

Chiarisce Giordano: «Il comune di Avellino doveva essere protagonista attivo. Non aspettare che si muovesse il Prefetto. Il capoluogo ospita al momento solo undici immigrati. Un numero troppo piccolo rispetto alle cifre dei comuni intorno. Penso a Mercogliano o Monteforte dove ci sono centinaia di immigrati».

La proposta: «Il nostro progetto prevede l'utilizzo di strutture comunali. Ci sono fondi dedicati. Non possiamo far arricchire il solo privato. Servono iniziative concrete per l'integrazione. Iniziative come quelle degli Sprar . Vedremo come risponderà l'amministrazione».