di Andrea Fantucchio
Politiche sociali, ad Avellino si procede a passo di lumaca. Dalla morte del clochard Angelo Lanzaro nel Mercatone, nulla si è davvero mosso. Lo scorso consiglio comunale la maggioranza non si è presentata. Si doveva parlare di rifiuti e proprio gestione dei migranti. Oggi la paralisi della macchina comunale è stata sintetizzata dalle parole dell'assessore al ramo, Teresa Mele. (Clicca sulla foto di copertina e guarda tutte le interviste di Ottochannel. Servizio di Angelo Giuliani. Riprese e montaggio: Matteo Piscopo. A fine articolo le foto dell'incontro di questa mattina)
A margine della della VII commissione di questa mattina, la Mele ha spiegato: «Stiamo realizzando la lista dei casi d'indigenza in città. E l'elenco delle strutture comunali che potrebbero essere utili a dare asilo. Non c'è ancora un albo per senzatetto. Per quanto riguarda la morte di Angelo, la Caritas ci ha riferito che l'uomo ha sempre rifiutato di dormire nella struttura di Valle».
Insomma, tutto come un mese fa. Quando già si annunciava la creazione di un elenco dei casi a limite in città. Un compito affidato alla polizia municipale. Che, sempre a detta della Mele, dovrebbe, «Vigilare sulle strutture di competenza comunale. Evitando a chiunque di accedervi».
Proposito che, come Ottopagine vi ha raccontato, almeno al Mercatone è già stato tradito (GUARDA IL VIDEO). Ad appena una settimana dalla morte di Angelo, una coppia era tornata nella struttura. Così come quotidianamente ragazzi continuano a entrarci. Chi per realizzare graffiti, chi per puro divertimento. Con tutti i rischi che ne conseguono.
Anche sulla gestione dei migranti, altro tema caldo in città, nessun significativo passo avanti.
La Mele ha dichiarato: «Venerdì in consiglio l'amministrazione ribadirà la propria volontà di fare integrazione. Certo, avremo bisogno del supporto di tutte le cooperative e le associazioni di accoglienza che già lavorano sul territorio».
C'è ancora poca chiarezza sulle attività che saranno svolte dagli immigrati. La settantina di giovani che sarà accolta nel convento delle suore Stimmatine a corso Umberto I. Notizia che ha fatto protestare i cittadini del posto. I quali chiedevano, e a ragione, i dettagli del progetto d'integrazione.
Dice la Mele in proposito: «Aspettiamo che siano completate tutte le formalità burocratiche per affidare il convento all'associazione temporanea d'impresa costituita da tre cooperative. Associazione che dovrà occuparsi dell'accoglienza e della gestione dei migranti. Poi cercheremo un confronto per capire come dare una mano».
Resta sullo sfondo la proposta del gruppo d'opposizione “Si può”. Venerdì sarà presentata una mozione. I consiglieri propongono una gestione degli immigrati a piccoli gruppi. Progetti che rientrerebbero negli Sprar con l'utilizzo di edifici comunali oggi chiusi e abbandonati.
Insomma, ancora nessuna risposta concreta ai cittadini su tematiche vitali. Nello scorso consiglio comunale, la maggioranza non si è presentata. Ora si brancola ancora nel buio. Eppure, il tempo stringe. L'arrivo degli immigrati in città è alle porte. E, per quanto riguarda gli indigenti, sarebbe forse il caso di muoversi prima della prossima tragedia.
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