«Viva grazie a loro. Credetemi, al Moscati ci sono gli angeli»

La lettera di ringraziamento di una paziente operata al cuore al dottore De Notaris e al suo staff

Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

Una storia di buona sanità, che commuove. Un ringraziamento a medici e infermieri che arriva dritto, al cuore di tutti raccontato di come sia possibile nascere due volte. Questa è la storia di Antonietta Rizzo che ha 44 anni e si emoziona nel raccontarla. Per uno di quei strani casi del destino che riuniscono imprevisto e fatalità, lo scorso 17 gennaio si era recata al Moscati di Avellino. Un normale controllo da fare. Una visita generale al sistema cardiocircolatorio. In pochi minuti la diagnosi ribalta il suo tempo. I medici individuano un problema serissimo, che appende ad un filo sottile la vita di Antonietta. La giovane madre di Chiusano San Domenico viene messa di fronte ad una scelta obbligata. La diagnosi parla chiaro: si deve intervenire. Subito. Il suo cuore è malato. «Sono stati momenti terribili. Interminabili. La mia vita mi è scorsa davanti agli occhi. I miei familiari, la mia casa, mio marito, i miei figli. Tutto in un tempo piccolo e dolorosamente prolungato. In poco tempo ero pronta per essere operata. Quei medici, assistenti e infermieri non hanno lesinato sforzi. Hanno lavorato per tutta la notte. Hanno rimesso a nuovo il mio cuore con un intervento durato otto ore. La mattina dopo ero viva. Grazie a loro che sono ancora al mio fianco per rimettermi in sesto. Dopo quasi tre settimane di degenza voglio dire grazie a questa struttura, al dottore Stefano De Notaris e tutti i suoi medici e personale. Sono degli angeli. Ogni fase la vivo con loro, dall'intervento, alla degenza, passando per le delicate procedure di riabilitazione e controllo. Sono sempre al mio fianco. Ognuno di loro mi guarda e mi assiste con amore e competenza. Io sono viva, sono nata due volte. Era il giorno di Sant'Antonio Abate. I focaroni bruciavano nei nostri paesi in onore del Santo. A volte penso anche di essere viva grazie al mio Santo. E mi piace pensare che quei medici e infermieri altri non sono che gli angeli che mi ha mandato in soccorso il Santo. A voi la mia infinita gratitudine».