Irpinia, l'emergenza rifiuti continua. La Defiam si tira fuori

E' il titolare dell'azienda serinese ad annunciarlo. I rifiuti umidi dei 52 comuni non andranno lì

De Feo: "A novembre, dopo la scadenza della prima proroga provinciale, volevamo dare una mano. Hanno fatto altre scelte. Oggi non possiamo occuparci di quei rifiuti"

Avellino.  

 

Di Andrea Fantucchio

Emergenza rifiuti, non sarà la Defiam ad accogliere nel proprio deposito i rifiuti dei 52 comuni irpini nei quali la raccolta dell'umido è stata interrotta due giorni fa. Dopo che la Provincia non ha rinnovato la proroga a Irpiniambiente per l'utilizzo dello Stir. Stamattina doveva esserci l'incontro decisivo fra il presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, l'azienda serinese, proprio la Defiam, e Irpiniambiente. ( a fine articolo tutte le foto dell'incontro)

Che sarà un incontro particolare lo capiamo fin dalle 9.15. Non permettono alla stampa di essere presente al secondo piano della Provincia, dove si terrà la riunione. Allora dobbiamo accontentarci dell'ingresso. Basterà, ma andiamo con ordine. 9.40: arriva il presidente di Irpiniambiente Nicola Boccalone. Ore 10.00, un arrivo inaspettato: quello del sindaco di Serino Vito Pelosi. Al suo fianco il titolare della Defiam, Filomeno De Feo.

Il primo cittadino sale da solo in Provincia, ma non rilascia dichiarazioni. Il signor De Feo non parla alle telecamere, ma ci dice ciò che basta: "Non metteremo a disposizione il nostro deposito. A novembre, quando scadeva la prima proroga della Provincia per l'utilizzo dello Stir, volevamo dare una mano. Ma non è stata trovata l'intesa. Oggi, non possiamo aiutare. Abbiamo già il nostro carico di lavoro. E temiamo l'eventuale impatto ambientale sul territorio. Ieri, la comunità era già allertata".

Questa mattina doveva esserci l'incontro decisivo a Palazzo Caracciolo. Invece nulla di fatto. Irpiniambiente e la Provincia decidono di non rilasciare dichiarazioni. I cittadini sono davvero preoccupati.

La sospensione della raccolta dell'umido ha innescato inevitabili polemiche. Fra Irpiniambiente e i comitati ambientalisti, additati da Boccalone come una delle principali cause di un clima pesante. E la risposta dei cittadini, arrivata attraverso l'intervista rilasciata dal dottor Franco Mazza a Ottopagine. Mazza invitava Irpiniambiente ad assumersi le proprie responsabilità. E andava oltre, additando gli ultimi vent'anni del ciclo di rifiuti in provincia, come profondamente negativi per il territorio. A partire dall'impiantistica non adeguata, fino ad arrivare ai privati ai quali spesso si appaltava il servizio. Privati che, stando all'esito delle indagini svolte dalla Procura quest'estate, agivano violando la legge.

Non sono mancate neppure le polemiche istituzionali. Ieri dodici sindaci irpini avevano espresso tutto il proprio dissenso. Spedendo un ultimatum a Provincia e Irpiniambiente: intervenite o andiamo avanti da soli. La situazione del Comune di Avellino, invece, continua a far discutere. Lo scorso consiglio comunale, che aveva per argomento proprio l'ampliamento dello Stir, è stato disertato dalla maggioranza. Poi, ieri sera, i consiglieri del Pd si sono incontrati confermando la propria linea.

Non andranno al TAR, come chiesto dal gruppo di opposizione "Si può" e dagli stessi cittadini. Ma si dicono pronti, "a opporsi con ogni mezzo all'ampliamento dello Stir. Facendo leva su un documento del 2014". Posizione tutta da chiarire. Ci proveranno oggi in una conferenza stampa organizzata per le 16.30, prima del consiglio comunale. Confermano, con questo bisogno di spiegare prima del confronto in aula, l'importanza di una questione delicatissima. Intrecciata a doppio filo col futuro del vasto territorio della Valle del Sabato e non solo.

Intanto il dato resta, per ora, è sempre più emergenza rifiuti in Irpinia.

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