di Andrea Fantucchio
Mentre si prolunga l'emergenza rifiuti per 52 comuni irpini, le istituzioni e gli enti preposti restano in silenzio o fuggono. Letteralmente. L'ultima “fuitina” in ordine di tempo è quella della strana coppia composta da Nicola Boccalone e Dino Preziosi. I due hanno deciso di non rispondere alla stampa. E lo hanno fatto in un modo davvero singolare. Uscendo dalla porta laterale di Palazzo Caracciolo. E poi, dopo un breve inseguimento, facendosi raccogliere da una macchina aziendale. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video della fuga. A fine articolo tutte le foto)
Il numero uno di Irpiniambiente questa mattina era in Provincia per incontrare la Defiam di Serino. Azienda che avrebbe dovuto sostituire lo Stir, offrendo il proprio deposito per accogliere la frazione umida. Ma è stata fumata nera.
Così, mentre il titolare dell'azienda annunciava a Ottopagine che non metterà a disposizione il proprio deposito, Boccalone ha tentato la fuga. E' uscito dalla porta laterale della Provincia, quella che dà su Piazza Garibaldi, con Dino Preziosi al fianco.
Purtroppo per Boccalone, e a questo punto anche per Preziosi, la stampa se ne è accorta. E ha inseguito la coppia fino all'uscita del cantiere del Tunnel. Dopo essere stato raggiunto, Boccalone si è ostinato a restare in silenzio. Intanto Preziosi ha chiamato una macchina aziendale. Auto sulla quale sono saliti, sia il dirigente Air che quello di Irpiniambiente.
A questo punto, non essendoci dichiarazioni ufficiali dei due, niente ci fa escludere che anche Preziosi fosse a Palazzo Caracciolo per offrire il proprio supporto alla risoluzione del caso rifiuti. Magari mettendo a disposizione qualche deposito. Questo possono confermarlo o smentirlo solo i diretti interessati. Qualora decidano di interrompere il proprio silenzio.
A partire da Boccalone. Il numero uno dell'azienda che si occupa di trasporto e conferimento rifiuti in provincia, dovrebbe risposte ai cittadini. Ai quali è stato detto, “mentre noi cerchiamo una soluzione, tenete i rifiuti in casa”.
Un'ipotesi impercorribile. E se l'emergenza continuasse oltre la prossima settimana? Ognuno avrà la sua bella discarica casalinga. Oppure, e questo è lo scenario più plausibile, le montagne di immondizia ce le troveremo ai lati delle strade delle città.
Intanto, anche il presidente della Provincia Domenico Gambacorta sceglie di restare in silenzio. Proprio l'ente di Palazzo Caracciolo dovrebbe, invece, prendere in mano la situazione. Rassicurare i cittadini. O, quantomeno, spiegare cosa stia accadendo. Costringere la stampa a restare fuori, rifiutarsi di parlare, alimentare dubbi, sono solo modi di esasperare gli animi. Un lusso che, su un tema già di per sé delicato come quello dei rifiuti, non ci si può proprio permettere.
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