La fuga, il terrore: ho sentito la folla urlare ancora

Il racconto: «Ieri, come allora: la gente scappava via disperata»

Il racconto di uno dei testimoni della tragedia dell'Heysel: «Quanto successo ieri a Torino, rievoca vecchi ricordi. E ferite mai rimarginate».

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«La folla che scappa e schiaccia tutto, le urla, il terrore. Ieri come allora». Un racconto terribile. Una tragedia scampata, e un'altra ancora viva nell'immaginario collettivo dopo 32 anni, nel mezzo lo spettro della paura. Quella delle migliaia di persone in fuga da Piazza San Carlo a Torino, ieri sera, dove si trasmetteva la finale di Champions League, lo stesso terrore di chi è rimasto intrappolato nello stadio dell'Heysel.

Chi ieri ha visto le immagini di Torino, non ha potuto fare a meno di pensare a quel lontano '85. Ma chi lì, in quello stadio c'era, ha rivissuto gli stessi brividi di terrore. Persone come il mercoglianese Enzo Scafa che racconta: «Guardando le immagini di Torino e' impossibile non rievocare quanto successo all'Heysel nell'85. Seppur l'evento ha avuto cause scatenanti completamente diverse da quelle di 32 anni fa, il panico e il dramma di una fuga disperata sono pressoché identiche».

In una precedente intervista, parlando dell'Heysel, Scafa diceva: «L'ondata umana ruppe il silenzio che ancora avvolgeva lo stadio, oscillando da destra verso sinistra: una scossa tellurica che, fra gemiti e urla, annunciava l'inizio della fine. I tifosi juventini, spinti dagli inglesi che caricavano come un solo uomo, indietreggiavano fino a trovarsi con le spalle al muro. Fu allora che il panico s'impadronì della folla: in tanti si lanciavano nel vuoto cercando salvezza o camminando sui corpi caduti a terra, calpestando e scalciando fra urla di dolore e paura. Erano topi in gabbia».

Una fotografia perfetta di quanto accaduto ieri. Quando l'allarme bomba, e la paura di un attentato, hanno gettato nel panico la folla presente.

In pochi minuti si è svuotata l'ala di piazza San Carlo e centinaia di persone sono scappate. Un'ondata umana che ha travolto ogni ostacolo sul proprio cammino. Calpestando anche chi rimaneva a terra. Il bilancio dei feriti questa mattina parlava di 1400 persone, di cui otto in condizioni gravi.

Unica responsabile: la paura. Attanaglia l'Italia. Complice un clima divenuto rovente dopo i diversi attentati susseguitesi nel mondo. L'ultimo ieri sera a Londra. Senza dimenticare la disinformazione e chi la stessa paura la cavalca in modo ignobile. Fomentandola con notizie false, dati gonfiati a dismisura, che hanno il solo effetto di rendere ancora più incandescente, una situazione già prossima all'esplosione. Come spiegato questa mattina, dal nostro direttore, Luciano Trapanese: neppure la nostra Campania è salva dai mestatori della paura, da quella strumentalizzazione che semina odio e dubbio. E rischia poi di esplodere in una incontrollabile tempesta.  

(Foto di copertina di "Repubblica.It")