di Andrea Fantucchio
Ventidue dipendenti che potrebbero perdere il lavoro. Quarantotto posti letto riservati alla cura delle malattie mentali che possono saltare. L'allarme lanciato dai lavoratori della casa di cura avellinese, Villa dei Pini, radunati questa mattina dai sindacati di fronte alla Prefettura. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video - aiuto riprese Massimiliano Vietri. A fine articolo tutte le foto di Carolina Urciuoli)
Per chiedere l'intervento dell'ente di Governo, e svegliare Comune di Avellino e Provincia che, a detta delle sigle sindacali, «Si sono lavati le mani della questione. Non solo per quanto riguarda i licenziamenti ma anche per il servizio che l'Irpinia andrebbe a perdere».
Quando arriviamo sul posto le bandiere sventolano già da una ventina di minuti. Almeno una sessantina di presenti. Oltre alle rappresentanze delle sigle sindacali (Cgil Funzione Pubblica, Marco D’Acunto, Cisl Funzione Pubblica, Antonio Santacroce, Uil Funzione Pubblica, Gaetano Venezia, Ugl Sanità, Costantinos Vassiliadis, Nursind, Romina Iannuzzi).
«Io – ci racconta una lavoratrice – sono alla Villa dei Pini da sempre. Si può dire sia cresciuta lì dentro. Quello che stanno facendo non è solo terribile per i colleghi licenziati, con famiglie alle spalle, ma anche per la cura delle malattie mentali in genere. Si è creato un rapporto umano straordinario con i pazienti: loro lo stanno distruggendo».
Marco D'Acunto, Cigl Fp, riassume quanto sta succedendo: «Stiamo provando a far valere i diritti dei lavoratori e a difendere un servizio pubblico (i quarantotto posti letto) gestito da privati. Riteniamo ingiustificati i licenziamenti. Giovedì la vertenza si sposterà presso il settore regionale dell'Ormel (deputato a questo tipo di questioni)».
Gli fa eco Santacroce, Cisl Fp, che aggiunge: «L’azienda negli anni passati ha detto di avere problemi economici. Ma le rette date per i lavoratori sono state mantenute. Vogliamo un piano industriale e chiarimenti per il futuro. Al momento si naviga a vista è c'è un silenzio, a mio avviso inspiegabile, da parte dei privati».
Una delegazione di lavoratori è stata poi ricevuta dal Prefetto, Carlo Sessa, e dal Capo di Gabinetto, la dottoressa Ester Fedullo. I rappresentanti del Governo hanno cercato di rassicurare i lavoratori promettendo di mobilitare Provincia e Comune. Ma adesso i sindacati cercheranno di interpellare direttamente Asl e Regione. Proprio l'intervento dei due enti potrebbe essere decisivo per la riconversione dei ventidue lavoratori a rischio.
Sindacati e lavoratori che attaccano i privati i quali, “Non si sarebbero mossi in tempo per limitare gli effetti del decreto regionale 94” .
Decreto che prevede la riconversione di alcune case di cura neuropsichiatriche. E nel caso di Villa dei Pini la destinazione di posti letto (ridotti da 150 a 102) alla riabilitazione.
Per far fronte a queste richieste andavano realizzati dei lavori di modifica strutturale e assunte figure specializzate. Attualmente non ricoperte dal personale giudicato in esubero. Ma i sindacati spingono affinché i posti letto siano tutti occupati dalla neuropsichiatria. Così da non lasciare fuori alcun infermiere. L'appuntamento, adesso, è per giovedì prossimo.
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