di Andrea Fantucchio
Un cuore enorme che ha recentemente conquistato anche le lodi di Papa Francesco: parliamo dell'Associazione Donatori volontari della Polizia di Stato, sezione Campania, che questa mattina era al reparto trasfusionale del Moscati con una delegazione per la giornata mondiale dei donatori di sangue. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video)
In un periodo nero per la sanità regionale, spesso nell'occhio del ciclone della cronaca per i disservizi subiti dai pazienti, attività come quelle quelle di questa mattina ci ricordano che oltre al marcio esiste tanto associazionismo positivo. E che nel mondo della sanità ci sono tanti stimati professionisti che ogni giorno si spendono per il benessere dei malati.
Quando arriviamo i volontari sono già all'opera. Teresa Diluiso ci concede gentilmente qualche minuto.
«Credo – dice Teresa - che dovrebbe essere tutti i giorni la giornata del donatore. Ci sono sempre persone che hanno necessità di sacche di sangue, sia per gli interventi programmati che per le urgenze. Grazie alla nostra associazione c’è stato un incremento delle donazioni in provincia di Avellino. Nella sensibilizzazione sono stati fondamentali sia gli strumenti analogici, incontri e lavoro per strada, sia quelli digitali: newsletter, social network».
Guidati dalla volontaria andiamo a vedere cosa il progetto Desirèe ha già realizzato al Moscati. Un impianto audio-video destinato a pazienti ricoverati nel centro trapianti del reparto di ematologia. Spesso, questi malati devono fare i conti con lunghi periodi di isolamento che, sopratutto per bambini e giovanissimi, possono rivelarsi sabbie mobili dalle quali è difficile venire fuori.
I volontari, grazie ai fondi raccolti, hanno istallato una rete di personal computer e webcam che permette ai pazienti ospitati nelle camere sterili di comunicare con amici e parenti all'esterno.
«Ora – ci spiega Teresa – realizzeremo un progetto simile anche all'ospedale Pausilipon di Napoli. Vogliamo aiutare tutti quei bambini che si trovano ricoverati nelle camere sterili e che spesso finiscono per essere sempre più isolati a causa del tipo di degenza che non permette troppi contatti con l'esterno».
Un'iniziativa lodevole che, come vi abbiamo raccontato in apertura di articolo, ha spinto anche Papa Francesco a stringere a mano ai volontari, lo scorso 31 maggio.
Racconta Teresa: «E’ stata una bellissima giornata di solidarietà. Oltre centodieci volontari sono venuti a Roma per incontrare il Papa. Gli abbiamo donato una maglia con scritto, “"Francesco 1 di Noi". Lui ci ha stretto la mano e ci ha spinto ad andare avanti: non lo dimenticherò mai».
