Avellino è in saldo: in 40 anni di attività mai così in basso

Urciuoli, storico esercente avellinese, boccia i saldi e descrive la morte del commercio. Video

(Clicca sulla foto in alto e guarda il video) Il titolare dello storico negozio di Corso Europa racconta il fallimento del commercio cittadino.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«I saldi sono la pietra tombale su un commercio cittadino da tempo nella bara. L'unica cosa in saldo perenne è questa città». Mario Urciuoli, titolare da oltre quarant'anni dello storico negozio d'abbigliamento avellinese Emmanuel Street a Corso Europa, non usa mezzi termini per parlare degli sconti di questi giorni. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video)

Dopo aver fatto un giro fra gli acquirenti, abbiamo ascoltato lui: voce storica del commercio cittadino. Mario ha deciso di andare in controtendenza: non farà i saldi. E non è il primo anno.

«Ad Avellino ci sono più attività commerciali che abitanti e le associazioni di categoria sono incapaci: la Confcommercio, dalla quale mi sono tirato fuori, dorme e non riesce a rappresentare le vere esigenze di chi fa impresa. Lo vedi tutto l'anno: fra offerte promozionali e svendite è un perenne gioco al ribasso. E i veri negozianti, quelli per il quale l'utile è fondamentale, non riescono a sopravvivere».

Secondo Mario è il commercio a essere cambiato. Una volta fra attività commerciali avellinesi ci si, “Sedeva a tavolino, con la collaborazione dell'amministrazione, per risolvere le problematiche contingenti. E i saldi erano davvero legati ai periodi dell'anno: partivano a inizio estate (21 giugno) e chiudevano a inizio settembre. Non servivano come ora a recuperare quattro soldi di corsa».

Una collaborazione che permetteva, ad esempio, di realizzare anche delle collette fra le attività commerciali per l'organizzazione di eventi. L'amministrazione comunale non viene risparmiata dallo storico commerciante di Corso Europa.

«La problematica principale, oggi, è rappresentata dall'assenza dei parcheggi. Non si tratta di voler entrare con l'auto nel negozio, ma perché i miei clienti, quasi tutti provenienti da fuori Avellino, dovrebbero venire in quest'inferno a comprare? Ci vogliono ore per trovare un parcheggio. Sono sempre pronti a multarti. Le zone a traffico limitato, senza l'istituzione di nuove aree di sosta, sono il colpo di grazia a un commercio già prossimo a morire».

Il quadro del fallimento descritto da Mario: realtà locali che non fanno rete né fra loro né con l'amministrazione, zona centrale della città (corso su tutti) in mano a grandi franchising o attività provenienti da fuori Avellino che non sembrano avere problemi di utile e passano da prezzi eccessivamente elevati e ribassi improvvisi, un'organizzazione urbanistica, a cominciare da viabilità schizofrenica e assenza di parcheggi, che non agevola le attività commerciali. Per non parlare dei cantieri.

«Ma sono parole al vento – commenta Mario amaro – mi dispiace solo per i giovani che decideranno di investire qui: con le condizioni attuali sono destinati al fallimento». 

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