di Pierluigi Melillo
Non è ancora finita la stagione delle sagre. E meno male. Anche se la pioggia ora rischia di rovinare la festa in qualche borgo dell'Irpinia. Ma ora c'è da chiedersi: a cosa dovrebbe servire davvero una sagra? Beh, pensiamo innanzitutto a valorizzare i prodotti tipici del territorio. Giusto. Peccato che spesso logiche commerciali e interessi di bottega finiscano addirittura per mortificare proprio il prodotto che dovrebbe essere promosso.
E' quanto avvenuto ad Aiello del Sabato, piccolo comune dell'Irpinia dove da anni si è sperimentato con successo l'abbinamento tra la musica jazz e un'eccellenza del territorio come il fiano, vino bianco docg, principe dei prodotti irpini. Il sindaco Ernesto Urciuoli si dà molto da fare: ha coinvolto anche i politici del suo partito (il Pd) per discutere di come questo territorio possa scommettere sulla valorizzazione delle produzioni vitivinicole d'eccellenza, quest'anno è riuscito a portare nel borgo di Aiello persino un deputato promotore di una legge per la tutela del vino. Bene, anche se con le chiacchiere non è che si vada molto lontano. Ma lo sforzo è apprezzabile.
Meno bene quanto avvenuto agli stand. Otto euro per cinque degustazioni di fiano delle varie aziende presenti. Prezzo caro ma accettabile, parliamo di un docg e ne vale la pena. Peccato che ancora una volta il vino bianco versato nel bicchiere fosse caldo. Ma anche questa non è una novità. Lo avevo già lamentato alla mia amica sommelier Rita Lo Schiavo qualche anno fa, sempre ad Aiello: “Ma scusa il vino bianco servito caldo?” Lei allargò le braccia e sorrise: “Non ci sono i frigoriferi”. Peccato. Passano gli anni e la situazione è addirittura peggiorata.
Stavolta le ragazzine mandate allo sbaraglio dietro gli stand ad affrontare avventori nemmeno troppo soddisfatti (per la stangata rimediata alla cassa) hanno cacciato le scuse più improbabili: “Guardi queste bottiglie erano in fresco fino a qualche ora fa”. “Ma dai...Questo vino bianco è un brodo, ci puoi buttare la pasta”, ha protestato un giovane alla guida di un gruppo di avellinesi che lavorano al Nord. Già non vedere più sommelier professionisti dietro i banconi delle aziende vitivinicole è parso strano. Sarà colpa della crisi. Chissà. Ma almeno un frigorifero lo volete garantire per una fiera che dovrebbe portare in alto il nome del fiano?
