Sono entrati in funzione ieri i nuovi parcometri per le aree di sosta chiuse ed esplode il caso parcheggiato ad Avellino. La protesta è andata in scena in consiglio comunale.
«Presi in giro per 11 mesi, trattati come malviventi. I nostri figli devono mangiare. Non sappiamo cosa fare. Siamo padri di famiglia non possono trattarci così». Nelle 11 aree di sosta chiuse della città torrette sì ma nessuna decisione per loro. Una decisione che, per i dipendenti delle cooperative sociali City Service e Ccse che per anni hanno riscosso le tariffe dagli automobilisti fino al 24 ottobre 2016.
Quella la data in cui nei fatti è scaduta la convenzione delle coop con l'Acs. Poi il buio, l'attesa.
Chiedono certezza i parcheggiatori Ricordano al sindaco Paolo Foti gli impegni presi, le promesse di mantenere i livelli occupazionali, di garantire i posti di lavoro.
Momenti di tensione che hanno reso necessario non soltanto l’intervento degli agenti della Digos, ma anche dei colleghi della Squadra Volanti diretti da Elio Iannuzzi. Poi un'ora di incontro tra una delegazione dei lavoratori e il primo cittadino. Oggi ci sarà un nuovo vertice. A mezzogiorno l'incontro. Cercano atti concreti, certezze. Loro, secondo quanto annunciato nei mesi scori dai referenti dell'amministrazione, avrebbero dovuto monitorare le zone senza riscuotere soldi.
