Striscia torna alla Cisl. Melchionna: "Noi parte lesa"

La conferenza stampa nella sede del sindacato Cisl Irpinia Sannio

Avellino.  

Nuovo blitz di Striscia la Notizia nella sede del sindacato Cisl Irpinia-Sannio sul caso dei diplomi a pagamento, proposti da un collaboratore esterno ad aspiranti partecipanti ad un concorso nazionale.

E i vertici del sindacato, in conferenza stampa, hanno voluto fare chiarezza  dopo il servizio di Striscia La Notizia andato in onda su Canale 5. Con tanto di telecamera nascosta e consegna successiva della pigna di Luca Abete, era raccontato il presunto caso di diplomi a pagamento.

Il segretario provinciale Mario Melchionna e i responsabili Salvatore Bonavita ed Elio Barbarisi hanno preso le distanze dal collaboratore che avrebbe appunto proposto il saldo di 2mila euro per l'ottenimento della certificazione.

In queste ultime settimane A. P. è stato impegnato nel seguire quanti, facendo riferimento al sindacato con sede in via Carlo Del Balzo, volevano accertarsi di presentare correttamente la domanda al recente bando del personale ATA nelle scuole, scaduto proprio lo scorso 31 ottobre.

“Noi siamo parte lesa in questa vicenda e siamo estranei – dice Melchionna – l’uomo era un collaboratore esterno e non avevamo idea di quanto accadesse. La persona in questione è stata sospesa immediatamente e abbiamo denunciato i fatti alla magistratura. Però non possiamo consentire che si butti fango sul nostro sindacato per quanto accaduto". Intanto il signor A. P. al centro dello scandalo sembra essere sparito. Lo stesso Melchionna ha raccontato di non avere notizie recenti del signore.

Al termine della conferenza, Melchionna e Bonavita hanno dovuto difendersi da un nuovo blitz dell’inviato di Striscia. “Noi ti ringraziamo per il servizio – ha riferito il segretario provinciale al giornalista – e siamo fiduciosi nell’operatore della magistratura, ma noi della Cisl siamo parte lesa”.

Nel corso dell'incontro il segretario della Cisl-Scuola, Salvatore Bonavita ha ripercorso le attività svolte immediatamente dopo al blitz di Luca Abete. “La prima cosa che ho fatto è stato inviare un telegramma al collaboratore per annunciare la sospensione, l’indomani abbiamo presentato denuncia – cossì come suggerito dall’avvocato del Sindacato, Napolillo – alla Procura della Repubblica”.

Una denuncia, come si legge nella nota stampa diramata dal Sindacato di piazza Kennedy affinché “venisse accertata la veridicità di quanto rappresentato da Luca Abete, dichiarando di proporre querela nei confronti di tutti coloro che, eventualmente, sarebbero stati ritenuti responsabili dei fatti descritti”.

Siep