Caso De Angelis: il Comune temporeggia, irrompe la Provincia

Una chiamata importante a Paola De Angelis. Ultimatum al Comune.

La consigliera di pari opportunità, Antonella De Angelis, ha invitato Paola a recarsi in sede. Presto potrebbe esserci un incontro anche col Comune. Ora l'Ente di Piazza del Popolo deve sbrigarsi.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Il servizio de "Le Iene" sulla dipendente  del comune di Avellino, Paola De Angelis, inizia a dare i suoi frutti. Dopo le migliaia di attestati di stima alla donna, questa mattina è arrivata anche una chiamata molto importante.

La consigliera provinciale alle pari opportunità, Antonella De Angelis, ha telefonato alla lavoratrice per sapere se ci fossero stati sviluppi in seguito al servizio di Mediaset.

«Paola – racconta la De Angelis - mi ha risposto negativamente. L'ho allora invitata a recarsi presso il mio ufficio, il prima possibile, per formalizzare il resoconto della sua attuale situazione. Come pubblico ufficiale, incaricato dal Ministero del Lavoro, ho la possibilità di convocare le parti per trovare una conciliazione. E spingere affinché i dirigenti del Comune di Avellino cerchino una soluzione alla situazione della De Angelis. In caso contrario, potrebbero esserci conseguenze più rilevanti per l'ente».

Come mostrato da "Le Iene", la lavotrice laureata e con un deficit motorio, sarebbe da mesi oggetto di mobbing al Comune di Avellino. La De Angelis ha spiegato di essere relegata al piano terra senza ricevere compiti lavorativi. Una situazione che ha contribuito ad acuire il suo senso di isolamento. Da segnalare anche l'assenza di un ascensore adeguato per i diversamenti abili. Problematica evidenziata inutilmente da mesi.

Gli inviati de "Le Iene" hanno invitato il segretario, Riccardo Feola, e la dirigente Cortese ad intervenire. I diretti interessati hanno promesso di prendere in carico la questione di Paola. Ora però c'è un motivo in più per agire alla svelta. Prima che possano esserci delle ripercussioni per l'ente di Piazza del Popolo.

Grazie all'esempio di Paola, tante donne che vivono la sua stessa situazione, possono ora trovare la forza di denunciare la propria condizione, rivolgendosi proprio allo sportello di ascolto messo a disposizione dalla Provincia.