Aias, 80 lavoratori senza stipendio: "Indebitati per campare"

Protesta di fronte alla Prefettura. Prima volta in 30 anni. Le foto e le immagini video...

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(Clicca sulla foto in alto e guarda il video. A fine articolo tutte le foto della manifestazione di questa mattina) La Prefettura ha promesso di convocare Regione, dirigenza nazionale Aias e Asl. Ma non si escludono altre manifestazioni di protesta.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

La vertenza dell' “Aias Onlus” di Avellino è entrata nel vivo. I lavoratori della struttura, che si occupa di riabilitazione e assistenza ai disabili, questa mattina hanno scioperato. E' la prima volta che accade in trent'anni. Di fronte alla Prefettura un picchetto della Fp Cgil guidata dal segretario Marco D'Acunto. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video. A fine articolo le foto della protesta di questa mattina)

Poi l'incontro col viceprefetto. L'ente di Governo ha promesso di impegnarsi per convocare i rappresentanti della Regione Campania, i dirigenti dell'Aias nazionale e l'Asl. Ma non si escludono altre manifestazioni di protesta, già a partire dalla prossima settimana.

Sono oltre 80 i lavoratori senza stipendio da oltre sei mesi (fra Avellino, Calitri e Nusco). Maestranze con famiglie a carico che chiedono, legittimamente, di conoscere il proprio futuro. E sono giunti all'esasperazione. Emblematica l'iniziativa di questa mattina.

«Una partecipazione – ci spiega D'Acunto – che non ci aspettavano. I lavoratori non avevano mai scioperato, anche a causa di pressioni ambientali subite. Si faticava ad appendere persino uno striscione. Ma ora sono stanchi di subire soprusi in silenzio».

Varie le presunte anomalie segnalate dal sindacato. A partire dal numero spropositato di liberi professionisti al servizio dell’Aias, che finirebbe per danneggiare i dipendenti. La Fp Cigl si avvale anche del parere dell’Ispettorato del Lavoro che ha certificato il superamento del 28% di liberi professionisti, tetto massimo stabilito dalla legge.

Lavoratori che hanno spiegato di essersi indebitati a causa della situazione che stanno vivendo. C'è anche chi è tornato a vivere a casa con i genitori. Una situazione insostenibile, molti di questi dipendenti hanno a carico una famiglia che aspetta di conoscere il proprio futuro.