Piazza Castello, pronto il progetto

Il Comune non tollererà altri ritardi. Riflettori sulle prescrizioni della Procura

Avellino.  

Definito in ogni dettaglio il progetto per la messa in sicurezza di Piazza Castello. Il Settore Lavori Pubblici e l'Ufficio tecnico del Comune, coadiuvati dall'assessore Costantino Preziosi, hanno apportato le ultime modifiche alla pianificazione dell'intervento necessarie per rispondere alle nuove prescrizioni della magistratura. D'altra parte il progetto era già pronto per lo scorso 19 dicembre, quando per l'annunciata assenza della Soprintendenza regionale è saltata, per la seconda volta, la conferenza dei servizi che avrebbe dovuto approvarlo.

Anche adesso la data per la presentazione delle soluzioni tecniche agli enti incaricati cade il 19 ma in questo caso di gennaio. E in questa circostanza, tra una settimana appunto, l'amministrazione non farà sconti a nessuno. Nel senso che i vertici di Palazzo di Città non ci stanno ad accollarsi responsabilità per i colpevoli ritardi di qualcun altro. Una presa di posizione che hanno fatto sapere ai diretti interessati.

Insomma se dovesse saltare di nuovo il tavolo qualcuno se ne assumerà le dirette conseguenze di fronte all'Autorità Giudiziaria. Del resto sul cantiere, fermo da oltre due anni, c'è un'inchiesta della Procura di Avellino che imputa precise mancanze anche al Comune. Ma il sindaco e la giunta non sono più disposti a "pagare" per i ritardi altrui. Per questo, carte alla mano sono pronti a dimostrare di aver fatto per intero la propria parte sull'istruttoria della procedura.

Anche perché è proprio a causa dei ritardi accumulati che l'area del cantiere ha subito un secondo sequestro preventivo e il primo cittadino, insieme a dirigenti e funzionari dell'ente sono finiti nel registro degli indagati per omissione di atti d'ufficio. Proprio questo provvedimento, infatti, impone un'accelerazione dell'iter burocratico propedeutico ai lavori. D'altra parte le prescrizioni della Procura pongono un limite massimo di 60 giorni (ne sono trascorsi già 15 dai sigilli) per eliminare i cumuli di materiale giudicato pericoloso e avviare l'opera di sistemazione più complessiva. Questa prevede l'impermeabilizzazione della superficie della Piazza, la rimozione degli elementi nocivi rinvenuti durante gli scavi, la regimazione delle acque piovane e tutta una serie di accorgimenti ingegneristico-ambientali per evitare qualsiasi problema in futuro.