Montoro, "La giustizia non esiste": un manifesto di resistenza civile

Presentazione del libro di Gennaro Del Prete

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Montoro, “La giustizia non esiste”: un manifesto di resistenza civile nella presentazione del libro di Gennaro Del Prete...

Montoro.  

 

Si è tenuto oggi, presso la Biblioteca Galiani Ricciardelli di Montoro, nell’ambito delle iniziative promosse a sostegno degli artisti irpini dalla consigliera comunale Anna Ansalone, l’incontro di presentazione del libro “La giustizia non esiste” di Gennaro Del Prete.

L’opera, ispirata alla tragica uccisione del padre Federico Del Prete, sindacalista e vittima della camorra, si configura come una profonda riflessione sul significato della giustizia. Una giustizia che non si esaurisce nelle sentenze, ma che prende forma nelle scelte quotidiane, nel coraggio di non tacere e di restare fedeli alla verità anche quando farlo comporta solitudine e sacrificio.

Nel corso dell’incontro, magistrale l’intervento dell’avvocato penalista Lucia Perri, che ha approfondito il tema della giustizia come responsabilità concreta e non come mero esercizio formale, sottolineando come essa perda valore quando viene svuotata dall’indifferenza e dall’opportunismo.

Di grande equilibrio e sensibilità la moderazione dell’avvocato Rosaria Vietri, che ha guidato il dialogo con l’autore accompagnando il pubblico in una riflessione intensa sul rapporto tra giustizia, coscienza individuale e impegno personale.

L’intervento di Francesco Mazzocca, per il Forum Giovani Montoro, ha richiamato la necessità di restituire alla giustizia un significato vivo e condiviso, soprattutto tra le nuove generazioni, come strumento di responsabilità, memoria e partecipazione.

Significativo anche il contributo di Giulia Perfetto (UNISA – Associazione Insieme per Avellino e Irpinia), che ha interrogato il pubblico sul ruolo della giustizia e dei valori nella società contemporanea, evidenziando la distanza tra principi proclamati e comportamenti reali.

Nelle conclusioni, la consigliera comunale Anna Ansalone ha sottolineato come l’iniziativa non sia stata soltanto un evento culturale, ma soprattutto una testimonianza capace di aiutare la comunità a riflettere sul coraggio di esserci davvero, di difendere i propri diritti e di dare speranza a un’Italia fondata sulla dignità umana, sulla prossimità e sulla legalità, con l’invito rivolto ai giovani a una riflessione condivisa sulla giustizia, sulla rieducazione e sul senso di comunità ed empatia.

L’incontro si è rivelato un momento di confronto profondo e partecipato, confermando il valore della cultura come spazio di verità, memoria e responsabilità civile.