Stir, comitati sul piede di guerra: niente ampliamento

Dopo la conferenza dei servizi, cittadini pronti a nuove battaglie per la salute.

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Si discute dell'ampliamento dello Stir di Pianodardine. Le istituzioni sostengono non sia dannoso per salute e ambiente. I comitati, invece, non sono d'accordo. E spiegano le loro ragioni citando alcuni studi dell'Arpac.

Avellino.  

Un secco no quello che i comitati ambientalisti, su tutti «Salviamo la Valle del Sabato» guidato dal dottore Asl Franco Mazza, ha detto di fronte all'ipotesi di ampliamento dello Stir di Pianodardine. L'intervento, questo è quanto sostengono i membri dell'associazione, andrebbe a incidere e non poco sull'inquinamento delle zone circostanti che includono otto Comuni: Avellino, Chianche, Manocalzati, Montefredane, Atripalda, Tufo, Pratola Serra e Altavilla Irpina.

Ieri hanno sostenuto la loro tesi nella conferenza dei servizi che si è tenuta a contrada Liguorini a San Tommaso. E hanno citato uno studio del Cnr, commissionato dalla Provincia e costato alcune decine di migliaia di euro. Studio secondo il quale il territorio di riferimento, quello appunto della Valle del Sabato, non permette una facile dispersione degli agenti inquinanti ma il loro ristagnamento.

Mazza ha inoltre citato due studi dell'Arpac (2005 e 2007) che evidenzierebbero gli agenti inquinanti, superiori al livello consentito, nell'aria, nel suolo e nelle acque, della Valle del Sabato. Componenti quali metalli pesanti.

La conferenza si è conclusa con un nulla di fatto per i comitati ambientalisti che si preparano nuovamente a scendere in campo con attività di sensibilizzazione e raccolte firme.