Il cuoco è malato: mensa del nido comunale chiusa. E' polemica

Disagi al nido di via Morelli e Silvati

D'Argenio: l'unico asilo nido è a rischio di passare in mano ai privati, e l'incapacità di assicurare un servizio mensa con l'adeguamento del personale non ci rassicura affatto in questo senso

Avellino.  

Il cuoco è malato e la mensa del nido comunale resta chiusa. E' successo nella struttura, unica sul territorio di competenza di piazza Del Popolo, di via Morelli e Silvati. Il tutto senza alcun preavviso per le famiglie dei piccoli alunni. Con il pensionamento della responsabile del servizio e la mancata nomina del nuovo sostituto da parte del Comune, di fatto, non si sarebbe provveduto tempestivamente alla sostituzione in emergenza. Insomma, manca il sostituto e i piccoli dai tre mesi ai tre anni si sono dovuti arrangiare con quanto potuto fare dal personale del nido. 

Famiglie in rivolta e pronte a clamorose forme di protesta a fronte di una chiusura improvvisa e non annunciata e alla quale si è riusciti a far fronte comunque con personale non qualificato.

Una situazione fin troppo precaria alla quale, a detta dei genitori, il comune non provvederebbe a dare risposte e soluzioni efficaci. 

 

Sul caso interviene Costantino D'Argenio del Prc che invoca più mezzi, meno costi, più strutture e meno errori per un servizio necessario per centinaia di famiglie e dedicato ai più piccoli.  «Il Comune non faccia cassa sui servizi all'infanzia - tuona D'Argenio -».

 

«I servizi all'infanzia offerti dal Comune di Avellino, già estremamente deficitari per la presenza di un solo asilo nido per tutta la cittadinanza - spiegano in una nota stampa -, pesano già in maniera notevole sulle tasche delle famiglie. L'amministrazione non scelga di far pagare il costo dei suoi debiti ancora una volta alle fasce più deboli.

Avellino ha bisogno di più asili, a costi accessibili, e di un servizio mensa efficiente.

Questa amministrazione sembra andare in direzione opposta: l'unico asilo nido è a rischio di passare in mano ai privati, e l'incapacità di assicurare un servizio mensa con l'adeguamento del personale non ci rassicura affatto in questo senso». 

 

I rappresentanti del Prc puntano il dito anche sui costi stessi del servizio, troppo alti a fronte di un servizio che non sarebbe altrettanto efficace ed efficiente.

 

«Per non parlare della mensa per la scuola dell'infanzia e primaria, i cui costi sono al massimo, e che puntualmente ogni anno viene erogata con oltre un mese di ritardo, pur essendo un servizio la cui programmazione può essere effettuata con largo anticipo.

Ci auguriamo che sia posta maggiore attenzione ad una delle funzioni più importanti dell'Ente, e che non si facciano prevalere anche in questo ambito logiche di mercato e interessi economici che nulla hanno a che fare con il benessere dei nostri bambini». 

Simonetta Ieppariello